Rapita in Iraq la giornalista Usa Shelly Kittleson. Chi è e cosa faceva a Baghdad

Una giornalista americana di nome Shelly Kittleson è stata rapita oggi a Baghdad. Lo ha fatto sapere il ministero dell’Interno di Baghdad. «Le forze di sicurezza hanno lanciato immediatamente un’operazione per catturare i criminali», fa sapere il governo. Avrebbero quindi rintracciato una macchina su cui i rapitori si davano alla fuga. Una di queste si è capovolta, e uno dei malviventi è stato arrestato. Nessuna traccia però della giornalista, portata via evidentemente in altro modo o su altro veicolo. Fonti locali sentite citate dalla testata The New Region riportano che la donna sarebbe stata rapita nei pressi di un hotel su al-Saadoun street da una banda non identificata. Da settimane si temeva che l’Iran o milizie ad esso legate potessero utilizzare attentati o rapimenti all’estero di cittadini statunitensi o israeliani come nuova forma di rappresaglia per la guerra scatenata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu dal 28 febbraio scorso. Da settimane non a casa il Dipartimento di Stato aveva intimato ai cittadini Usa di lasciare l’Iraq al più presto, e ridotto all’osso pure il personale diplomatico presente – così come in altri Paesi della regione.
Chi è Shelly Kittleson
Shelly Kittleson è una giornalista freelance che lavora da tempo in Medio Oriente. Era in Iraq per coprire per diverse testate le conseguenze regionali della guerra tra Usa, Israele e Iran. Collaborava con molte testate straniere – da Al Monitor a Foreign Policy – ma anche italiane. Proprio oggi Il Foglio, quotidiano diretto da Claudio Cerasa, aveva pubblicato un suo reportage dedicato sugli attacchi nel Kurdistan iracheno intitolato “Il prezzo della neutralità curda”.

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