Artemis II, stavolta si parte davvero: dopo anni di annullamenti, l’uomo torna (quasi) sulla Luna. E sarà in diretta su YouTube

Nel 1969 la diretta Rai condotta da Tito Stagno e Ruggero Orlando durò oltre 25 ore e si concluse con la celebre frase «Ha toccato!» alle 22:17, quando sui teleschermi degli italiani si vide Neil Armstrong compiere i primi passi sulla Luna. Stavolta, invece, la diretta è già in corso – ininterrottamente – dal 19 marzo su YouTube, dove la NASA trasmette tutti i preparativi della missione Artemis II. Missione che, a più di cinquant’anni dall’ultima volta, porterà il genere umano ad avvicinarsi alla Luna. Alle 18:14 di mercoledì 1° aprile (00:24 del 2 aprile in Italia) è previsto il lancio della capsula Orion: sarà il primo volo con equipaggio destinato a tornare oltre l’orbita terrestre dai tempi del programma Apollo. Nei piani originali, il lancio di Artemis II era previsto per il 2019, ma una serie di ritardi ha fatto sì che la missione precedente – Artemis I, interamente senza equipaggio – non decollasse fino al 2022.
Ultimi preparativi al Kennedy Space Center
Al Kennedy Space Center, in Florida, è iniziato il conto alla rovescia, mentre sulla piattaforma di lancio 39B si entra nella fase più delicata. Tecnici e ingegneri lavorano sulle ultime verifiche, tra attivazione dei sistemi, controlli delle comunicazioni e preparazione del rifornimento. Al centro della missione ci sono lo Space Launch System, il razzo più potente mai costruito dall’agenzia, e la capsula Orion, progettata per portare esseri umani nello spazio profondo. Nei serbatoi verranno caricati centinaia di migliaia di litri di idrogeno e ossigeno liquidi, mantenuti a temperature estremamente basse. Accanto, il sistema di soppressione acustica: una nube d’acqua e vapore che, al momento del decollo, servirà a proteggere il veicolo dal rumore e dalle vibrazioni dei motori.
Chi sono i quattro astronauti a bordo della missione
A bordo di Artemis II ci saranno quattro astronauti: Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della Nasa e Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese. Il profilo della missione è relativamente breve: circa dieci giorni. L’equipaggio si spingerà fino a oltre 450 mila chilometri dalla Terra, seguendo una traiettoria di free return, già utilizzata durante il Apollo program. Di fatto, si tratta di una rotta che sfrutta la gravità lunare come rete di sicurezza: in caso di problemi, la capsula tornerebbe automaticamente verso la Terra. Artemis II non prevede un allunaggio. Una volta lanciato, il razzo orbiterà attorno alla Terra per due giorni prima di dirigersi verso la Luna. In questa prima fase, l’equipaggio testerà i sistemi di supporto vitale e si cimenterà nell’attracco con una vecchia navicella spaziale, pilotando manualmente la capsula Orion. Successivamente, i quattro astronauti trascorreranno i successivi otto giorni in un viaggio di andata e ritorno attorno alla Luna.
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Le incognite del meteo e dell’attività solare
Al momento non sono emersi problemi tecnici e le condizioni meteo sono considerate favorevoli, anche se vento e copertura nuvolosa restano sotto osservazione fino all’ultimo. C’è poi un’altra variabile da tenere in considerazione: l’attività solare. Un recente brillamento aveva sollevato dubbi, ma secondo la Nasa non rappresenta un rischio concreto. Se il razzo non dovesse poter decollare prima del 6 aprile, la successiva opportunità di lancio è il 30 aprile, ma ci saranno altre finestre possibili a maggio e nei mesi successivi.
Dove guardare il lancio di Artemis II
Il lancio di Artemis II potrà essere seguito in diretta streaming sul canale YouTube «NASA’s Artemis II Live Views from Kennedy Space Center», che sta trasmettendo ininterrottamente dal 19 marzo, ovvero da quando il razzo Sls con in cima la capsula Orion è stato trasferito alla piattaforma di lancio della base di Cape Canaveral, in Florida. Oltre ai canali ufficiali della NASA, sarà possibile seguire la diretta streaming del lancio commentata in italiano sul canale YouTube di Link4Universe, con una maratona che inizierà alle 13:00 del 1° aprile.
L’accordo Asi-Nasa che porterà un astronauta italiano sulla Luna
Se tutto andrà secondo i piani, il culmine delle missioni Artemis sarà una base lunare permanente e una presenza umana sostenuta sulla Luna. «Siamo felici di fare la nostra piccola parte, la nostra piccola goccia nell’oceano, e poi passare il testimone quando torneremo», ha detto l’astronauta Hansen in conferenza stampa. Al programma Artemis, peraltro, contribuisce anche un modulo abitativo italiano. Proprio in queste ore, il ministro Adolfo Urso – che ha la delega allo spazio – è volato a Washington per firmare un accordo con Jared Isaacman, amministratore capo della Nasa, e Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia spaziale italiana. «Una lunga cooperazione spaziale, oggi ancor più profonda tra Nasa e Asi – scrive Valente – porterà a realizzare un campo base sulla Luna e un astronauta italiano a camminare sulla superficie lunare».
Foto copertina: EPA/Aubrey Gemignani | Il razzo Sls e la capsula Orion al Kennedy Space Center della Nasa di Cape Canaveral, in Florida
