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Guerra del Golfo: Usa, Israele e Iran lavorano a una tregua di 45 giorni – La diretta

06 Aprile 2026 - 06:52 Alba Romano
guerra del golfo usa israele iran 6 apirle tregua 45 giorni
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Il patto fermerebbe l'ultimatum di Trump. Ma le possibilità di giungere a un accordo rimangono scarse. Raid su Haifa e Teheran nella notte, il petrolio torna a salire

Una tregua di 45 giorni. È questa la base della trattativa per la Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran, arrivata al suo 38esimo giorno. Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. A scriverlo è Axios. Il patto servirebbe così a concludere la guerra e fermerebbe l’ultimatum di Donald Trump, che domenica 5 aprile ha dato 24 ore di tempo a Teheran per arrendersi minacciando in caso contrario la distruzione di siti nucleari e centrali elettriche.

L’accordo sarebbe in due fasi. La prima prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra. Ma le possibilità di giungere a un accordo in 24 ore sono scarse.

06 Aprile 2026 - 05:00

Israele: due corpi sotto le macerie a Haifa

Due corpi senza vita sono stati estratti dalle macerie del palazzo di sei piani colpito da un missile iraniano a Haifa, nel nord di Israele. Lo hanno riferito i media israeliani. I vigili del fuoco e le squadre di soccorso proseguono le ricerche per gli altri due dispersi.

06 Aprile 2026 - 04:00

Raid Usa-Israele vicino Teheran: 13 morti, 6 bambini uccisi

L’agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone. La contea è un’area densamente popolata nella provincia di Teheran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla Fars che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso.

«Ieri sera, 6 bambini sono stati martirizzati nella provincia di Teheran». Lo scrive l’agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran. «A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati», afferma l’agenzia.

06 Aprile 2026 - 03:37

Axios: una tregua di 45 giorni

Secondo Axios Usa, Israele e Iran stanno trattando per una tregua di 45 giorni nella Guerra del Golfo. questo ultimo tentativo è l’unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un’ultima possibilità di raggiungere un accordo. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l’inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Un funzionario statunitense ha dichiarato che l’amministrazione Trump ha presentato all’Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l’uranio altamente arricchito iraniano – sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione – possano essere il risultato di un accordo finale.

I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l’Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti. Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare dell’Iran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti. I mediatori vogliono verificare se l’Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell’accordo.

Stanno anche lavorando su misure che l’amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all’Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà. I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando lo desiderano. I mediatori stanno anche lavorando su altre misure di rafforzamento della fiducia che gli Stati Uniti potrebbero adottare per rispondere ad alcune delle richieste iraniane.
La Casa Bianca ha rifiutato di commentare.

I mediatori hanno detto ai funzionari iraniani che non c’è tempo per ulteriori tattiche negoziali e hanno sottolineato che le prossime 48 ore rappresentano l’ultima opportunità per raggiungere un accordo e prevenire una distruzione di massa per il Paese. I funzionari iraniani, almeno pubblicamente, continuano a mantenere una linea estremamente dura e a respingere qualsiasi concessione.

06 Aprile 2026 - 03:00

Bab-El-Mandab: l'altro stretto che rischia di chiudere

Un alto consigliere della Guida Suprema iraniana ha lanciato un duro avvertimento sulle rotte energetiche globali, suggerendo che i principali punti strategici marittimi oltre lo Stretto di Hormuz potrebbero essere presi di mira se Stati Uniti e Israele dovessero intensificare ulteriormente le tensioni. Lo scrive Al-Jazeera. Ali Akbar Velayati, consigliere dell’Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che un singolo passo falso da parte di uno dei due Paesi potrebbe perturbare gravemente i flussi energetici globali e il commercio internazionale. Secondo la televisione di stato iraniana Press Tv, Velayati ha dichiarato che il «comando unificato della resistenza» considera lo Stretto di Bab el-Mandab «altrettanto strategico dello Stretto di Hormuz».

Le sue dichiarazioni giungono dopo che Trump ha minacciato di «scatenare l’inferno» sull’Iran se non riaprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro domani. Velayati ha aggiunto che, sebbene gli Stati Uniti abbiano imparato alcune lezioni dalla storia dell’Iran, «devono ancora comprendere la geografia del potere». Lo stretto di Bab el-Mandab, al largo delle coste dello Yemen, collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e il Mar Arabico, rappresentando un punto di strozzatura cruciale per il traffico marittimo diretto al Canale di Suez. I ribelli Houthi yemeniti, alleati di Teheran, hanno in passato avvertito di essere pronti a colpire lo stretto in segno di solidarietà con l’Iran.

06 Aprile 2026 - 02:19

L'Iran all'Onu: crimini di guerra per Usa e Israele se colpiscono le infrastrutture

La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha affermato che le dichiarazioni di Donald Trump riguardo al colpire le centrali elettriche e i ponti iraniani costituiscono «una chiara prova dell’intenzione di commettere crimini di guerra» e di «terrorizzare» la popolazione civile. Lo scrive Iran International.

«Se la coscienza delle Nazioni Unite fosse viva, non resterebbe in silenzio di fronte alla minaccia palese e sfacciata del presidente guerrafondaio degli Stati Uniti di colpire le infrastrutture civili», ha dichiarato la missione in un post su X. «Trump cerca di trascinare la regione in una guerra senza fine», ha scritto ancora, esortando la comunità internazionale e gli Stati membri delle Nazioni Unite ad agire immediatamente per prevenire tali attacchi.

06 Aprile 2026 - 02:00

15 navi attraversano lo Stretto di Hormuz con l'ok dell'Iran

L’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), ha riferito che nelle ultime 24 ore 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ricevuto l’autorizzazione dall’Iran. Nonostante il traffico limitato, Fars ha affermato che il traffico marittimo complessivo attraverso questo punto strategico rimane inferiore di circa il 90% rispetto al periodo precedente l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

06 Aprile 2026 - 01:19

Israele e Usa stilano l'elenco degli obiettivi

Israele e gli Stati Uniti hanno stilato un elenco completo di obiettivi strategici da colpire in Iran qualora la Repubblica islamica non dovesse soddisfare le richieste dell’imminente ultimatum del presidente statunitense Donald Trump. Lo confermano al Jerusalem Post due fonti. L’accordo sulla lista degli obiettivi fa seguito a una serie di intense discussioni di alto livello volte a sincronizzare le risposte americane e israeliane alla continua sfida di Teheran. Oltre alla lista definitiva degli obiettivi, è stato completato il coordinamento operativo tra le forze armate statunitensi e quelle israeliane.

Gli ultimi ritocchi al piano operativo congiunto sono stati apportati durante un incontro giovedì scorso tra il capo di Stato Maggiore dell’Idf Eyal Zamir e i vertici del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom); i funzionari hanno discusso e definito la specifica divisione dei ruoli e gli obiettivi della missione nel caso in cui il presidente degli Stati Uniti dovesse ritenere scaduto l’ultimatum.

Alla luce di questi sviluppi, ieri sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato il Gabinetto di Sicurezza per informare i ministri. Netanyahu e i funzionari della difesa israeliani hanno fatto pressioni sull’amministrazione Trump affinché desse priorità al settore energetico e alle infrastrutture nazionali iraniane in eventuali nuovi attacchi. Sebbene a Gerusalemme si stia diffondendo la convinzione che il presidente darà alla fine il via libera agli attacchi contro infrastrutture di così alto valore, Israele è attualmente in attesa dell’autorizzazione definitiva della Casa Bianca prima di avviare qualsiasi operazione di questo tipo. Un funzionario israeliano ha dichiarato al Post che la strategia alla base del targeting del settore energetico è chiara: «Colpire obiettivi energetici porterà al collasso economico totale dell’Iran e a un significativo indebolimento della presa del regime terroristico sul potere».

06 Aprile 2026 - 01:00

Il petrolio in rialzo

Il petrolio allunga il passo in apertura di settimana tra le nuove minacce di Donald Trump all’Iran sulla distruzione delle sue centrali elettriche e di altri impianti nel caso in cui la leadership di Teheran dovesse decidere di non «firmare un accordo» o di non «aprire lo Stretto di Hormuz», braccio di mare dove transita il 20% del greggio mondiale circa: il Wti segna un rialzo dell’1,93%, a 113,69 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a quota 110,67 dollari (+1,64%).

Il prezzo di riferimento del Wti, il greggio statunitense, è aumentato di circa il 70% dall’inizio dei bombardamenti sull’Iran: non era così alto da giugno 2022, dall’invasione russa dell’Ucraina che aveva sconvolto i mercati energetici. Alcuni analisti e operatori si aspettavano un tono più conciliante da parte del tycoon nel fine settimana: al contrario, il presidente ha sparigliato ancora le carte minacciando l’Iran con l’adozione di misure draconiane e distruttive.

06 Aprile 2026 - 00:30

Gli aerei britannici hanno abbattuto molti droni durante la notte

La Royal Air Force britannica ha dichiarato di aver abbattuto diversi droni iraniani durante la notte , stando ad un aggiornamento pubblicato dal ministero della Difesa del Regno Unito, visionato dal Guardian. Secondo l’aggiornamento, i caccia britannici Typhoon e F-35 continuano le missioni difensive sul Mediterraneo orientale, la Giordania, il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti. Il comunicato aggiunge che “le misure di protezione delle forze nella regione rimangono ai massimi livelli” e che si “continua a lavorare a stretto contatto” con gli alleati.