Giorgia Meloni in Parlamento: «Il no al referendum ci ha riaccesi. Fango su mio padre morto», Schlein: «Avete fretta di tornare all’opposizione» – La diretta

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si presenta alla Camera (nel primo pomeriggio è attesa in Senato) per una informativa urgente sulla situazione in Iran in un quadro complesso e ancora in evoluzione ma anche sulle questioni di politica interna, a cominciare dal risultato del referendum. Ieri, ha scelto di prendere le distanze con maggiore forza di quanto accaduto in passato dagli attacchi di Israele in Libano, specie perché, per l’ennesima volta, è stato colpito anche il contingente Unifil a guida Italiana.
Nel suo intervento, Meloni ha toccato tutti i temi internazionali e nazionali, dall’immigrazione alla politica interna, spiegando che non ci saranno rimpasti di governo o «fasi 2 o 3». Schlein, tra i primi dell’opposizione in replica le ha risposto: “Avevate l’occasione per migliorare l’Italia e l’avete sprecata».
Botta e risposta tra Bonelli e Meloni sul rapporto con JD Vance
Angelo Bonelli dei Verdi accusa Meloni di non aver fatto autocritica: “E’ lei responsabile della sconfitta al referendum, è lei che ha detto che se vinceva il No sarebbero usciti dal carcere stupratori e spacciatori e non era vero, ha fatto un po’ di autocritica”. Secondo il leader verde, ad avere problemi con la presidente del Consiglio sono gli elettori di destra che valutano negativamente l’appiattimento sulla posizione americana. Scatta poi un botta e risposta con la premier quando Bonelli dice che JD Vance ha definito lei e Orban i migliori amici degli Usa: “Sì l’ha detto, non si innervosisca presidente”, ha rimbrottato l’esponente verde.
Conte: «Sì al gas russo, gli italiani non sopportano più le bugie di Meloni»
Il leader del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, è altrettanto duro: «Lei ci mette la faccia, cosa lodevole, ma se non ci mette anche le competenze l’Italia si ritrova in braghe di tela. Un presidente del consiglio non si ferma a valutare un attimo i 3 anni di calo della produzione industriale?”. Secondo l’ex premier questo governo ha fatto la «guerra ai poveri assoluti”, cioè a coloro che non riescono a provvedere a bisogni internazionali.
La sveglia, dice il leader pentastellato, è arrivata dai giovani, «criminalizzati quando sono scesi in piazza per Gaza. Avevate promesso la meritocrazia e invece «avete promosso e messo in ruoli importanti gli amici di famiglia». Conte dice ancora, sui dossier internazionali: «Lei non deve scegliere tra Orban e Sanchez, lei deve scegliere la costituzione. Il capo non viene contraddetto da nessuno, ha ammesso Crosetto, lei ha incoraggiato il genocidio a Gaza col suo silenzio così come ora sta indebolendo il diritto internazionale». Il leader grillino dice di non voler scegliere la politica delle grida, “come voi avete fatto durante il Covid». «Non la ascolta la Santanchè, perché dovrebbe ascoltarla Trump?», dice il leader cinque stelle che, anche lui, sottolinea l’importanza di «ricominciare a comprare gas russo»: “Gli italiani la manderanno a casa, non ne possono in più delle sue menzogne»
Molinari (Lega): «Sbagliato non comprare gas dalla Russia»
L’intervento di Riccardo Molinari, della Lega, pur a sostegno delle linee guida illustrate dalla premier, in particolare sul posizionamento internazionale, e sul «non condanno e non condivido» l’azione in Iran perché, dice Molinari, «è illusorio pensare che una posizione diversa da parte dell’Italia possa avere qualche conseguenza concreta». Sui rapporti con la Russia, però, il capogruppo della Lega segnala la differenza di posizione, anche dalla premier e da Fratelli d’Italia: «Ci vuole un ripensamento sulla scelta di non comprare gas e petrolio dalla Russia. Perché compriamo dalla Russia i materiali che servono a fare le batterie solari ma non possiamo comprare petrolio? Andando avanti con questa politica la nostra industria sarà distrutta. Non produciamo più acciaio per gli Ets non produciamo più auto per il green deal».
Nel decreto Primo maggio il Piano casa
Nel suo intervento, Meloni ha anche annunciato i provvedimenti che arriveranno a stretto giro. «In vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni», ha detto nel corso della “informativa sull’azione del governo”.
Schlein: «Vedo che ha fretta di tornare all'opposizione, la accontenteremo»
Schlein replica alla presidente del consiglio partendo da una battuta: «Vedo che è molto aggressiva ha fatto un discorso di autoconvincimento, ha voglia di tornare all’opposizione, la accontenteremo». La segretaria del Pd sottolinea: «Non c’è un italiano che oggi dica di stare meglio rispetto a quando siete saliti al governo, quattro anni fa, avete perso tempo. Che occasione sprecata, avevate i numeri per fare tutto e non avete fatto nulla per cambiare in meglio la vita degli italiani. Di lei si ricorderà un’autonomia differenziata bocciata dalla corte costituzionale, un premierato poi abbadonato, una riforma della giustizia bocciata dagli italiani e il decreto rave e i centri in Albania rimasti vuoti». Secondo Schlein il governo ha puntato tutto sulla repressione e non sulla prevenzione, lavorando poco e male sulla ripresa dell’economia e dell’industria: «Fate in fretta a sostenere il Molise, noi invece faremo un piano di ricostruzione».
«Un sì ti conferma, un no ti riaccende»
Infine, tornando al tema del referendum e del giudizio degli italiani che hanno bocciato la riforma, Meloni ha un ulteriore moto di orgoglio: «Un sì ti conferma, ma un no ti riaccende. Se sei una persona che è abituata a guadagnarsi le cose sul campo, capisci che un rifiuto è l’inizio di una nuova spinta», dice. «Sarò felice di ascoltare le proposte che arriveranno sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, se invece l’opposizione vorrà usare il suo tempo per inveire ne prenderemo atto. A chi getta fango risponderemo con l’orgoglio di chi può guardare gli altri negli occhi. A chi crede in questa nazione risponderemo che gli siamo affianco. non abbiamo motivo di temere il giudizio del popolo sovrano».
«Chiesto ad antimafia di indagare su infiltrazioni in FdI»
Meloni si dice indignata per «l’ultima palata di fango sulla mia presunta vicinanza alla criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto peraltro, che non vedo da quando avevo 11 anni». Per questo, dice, «ho chiesto alla commissione antimafia di verificare se ci sono infiltrazioni da parte della mafia in Fratelli d’Italia, mi importa costruire gli anticorpi per tutti. Non accetto lezioni su questo tema e non accetto che i miei sacrifici possano essere utilizzati da chi combatto dal 1992»: «Vi sfido anche su questo», ripete più volte: «Su questo tema, sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti. Abbiamo messo in sicurezza l’ergastolo ostativo salvato il carcere duro per i mafiosi da chi stava per smantellarlo».
Sull'energia, impegno per tagliare gli Ets
Sui costi dell’energia, Meloni punta sul taglio degli Ets, per quanto la cosa sia letta con freddezza a livello europeo. «E’ fondamentale, per noi» dice «il tema dell’energia, tema che abbiamo affrontato con il taglio temporaneo delle accise, ma che abbiamo posto con forza anche durante l’ultimo Consiglio europeo e in particolare per quello che riguarda il sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto ETS». Meloni continua a ribadire che la tassa «oggi finisce per gravare anche sul prezzo dell’energia prodotta con fonti rinnovabili gonfiando artificialmente i costi energetici in diversi Stati membri con che come ho già detto per la nostra nazione, toccando i 30 € per megawattora un quarto dell’intero prezzo dell’elettricità».
La politica economica e fiscale
La premier dice di voler andare avanti sulle politiche interne, economiche e fiscali: «Sarebbero molti quei provvedimenti da ricordare come il taglio di cuneo fiscale per un valore dei 18 miliardi l’anno, la riduzione dell’Irpef, delle tasse sui premi di produttività, l’innalzamento della soglia del regime forfetario per i lavoratori autonomi l’aumento delle pensioni minime e ancora la riforma fiscale che l’Italia aspettava da oltre mezzo secolo alla quale stiamo dando molto rapidamente attuazione». Dice poi che il suo governo ha combattuto «come nessun altro l’evasione fiscale, smentendo anche qui chi diceva che questo sarebbe stato il governo amico degli evasori e dei furbi. In tre anni abbiamo raccolto oltre 100 miliardi di euro. Risorse preziosissime che ci aiutano a tenere i conti in ordine».
«Schlein mente, non è aumentata la precarietà»
Meloni dice poi frontalmente a Elly Schlein: «Da quando è in carica questo governo è aumentato il lavoro stabile. Da quando c’è questo governo abbiamo 1,2 milioni di lavoratori stabili in più e 500mila precari in meno. Schlein dice che il lavoro precario è aumentato e questo è falso, la sinistra lo diceva ma è la destra che lo ha fatto». Meloni dice anche che il potere di acquisto dei salari sta salendo così come si stanno riducendo, «seppur di poco”, i lavoratori stabili».
«Io non scappo, importante andare nel Golfo»
La presidente del Consiglio sottolinea di aver preso le distanze con durezza dal comportamento tenuto da Israele e di aver voluto fare un viaggio nei paesi del Golfo: «Sono certa che gli italiani siano così intelligenti da capire che davanti ai rischi in corso è preciso dovere del presidente del Consiglio per assicurare ai cittadini energia a prezzi contenuti». La politica estera, sottolinea, è stata centrale nelle sue scelte perché “rapportarsi ogni giorno con i partner strategici non è turismo diplomatico, è fare gli interessi dei cittadini di questa nazione». Meloni dice di se stessa: «Ho molti difetti ma non scappo dalle mie responsabilità o da missioni pericolose, sono abituate a mettere la faccia sulle mie responsabilità».
«Testardamente unitari anche noi, con l'Occidente»
Meloni dice che l’Occidente si compone di due gambe, quella europea e quella americana: «Continuo a credere nell’unità dell’Occidente, mi verrebbe da dire che siamo testardamente unitari e testardamente occidentali, prendendo una frase in. prestito da Elly Schlein. Se può permetterselo lei con le variopinte parti della sua coalizione, potrò ben esserlo io con una alleanza che va avanti da moltissimo tempo». La premier sottolinea di avere una posizione non sempre allineata alle scelte fatte dagli Stati uniti, «sulla Groenlandia, sull’Ucraina e anche sul conflitto in Iran, come si è visto nella scelta di non concedere Sigonella».
«Ripristinare la piena navigazione ad Hormuz»
Meloni dice di non accettare la richiesta di scegliere tra Trump e l’Europa: «Mi chiedete di scegliere ma la mia posizione è stata quella del resto dell’Europa. Allora mi chiedete di prendere la posizione della sinistra europea? Questo però significa dividere l’Europa, non unirla». Sulla crisi in Iran, l’Italia chiede: «Cessazione del fuoco in Iran e Libano, pieno ripristino della navigazione dello stretto di Horumz, senza restrizioni. Se l’Iran può applicare extra dazi sullo stretto la decisione avrà conseguenze sull’economia mondiali. Vogliamo tornare alle condizioni di navigazione precedenti al 28 febbraio». «Si è detto – polemizza quindi Meloni – che il governo è responsabile di tutto, persino della crisi del prezzo del petrolio globale».
«Nessun rimpasto da fare, no ad alchimie di palazzo»
Meloni allontana da se l’ipotesi di rimpasti o di fasi «2-3-4»: «Sono alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze ,ad altri partiti, ad altri presidenti del consiglio. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora come si è visto per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti». Quindi dice: «Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo». E ovviamente:«Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, noi non indietreggeremo, continueremo a governare».
Meloni: «Referendum occasione persa»
La premier inizia parlando dell’esisto del referendum: «Un’Italia che ha visto una grande partecipazione al voto e una grande polarizzazione, un confronto serrato. La riforma della giustizia rimane una priorità, a dirlo sono anche quelli che dopo aver preconizzato che il Sì avrebbe portato sciagure hanno ammesso che la magistratura andrebbe riformata. E’ per questo che il referendum è stata una occasione sprecata, ma ora abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete». Meloni dice che il lavoro del governo è «a favore di una magistratura sana e non ideologica». Questa è una nazione che ama una politica che preferisce sopravvivere, dice ancora: «Noi siamo un’anomalia, diamo valore alla parola responsabilità».
I tempi della discussione
La discussione alla Camera potrebbe durare circa 2 ore e mezzo, altrettanto accadrà al Senato. Le informative urgenti non prevedono botta e risposta. Dopo l’intervento di Meloni ci saranno quelli dei rappresentanti dei gruppi, senza possibilità di ulteriori repliche. Neanche le mozioni a sostegno o contro sono previste, regola probabilmente apprezzata da entrambi gli schieramenti e in particolare dall’opposizione che sul Medio Oriente registra delle posizioni diverse almeno su alcuni punti.
