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Scontro in tv tra Bruno Vespa e Giuseppe Provenzano: «Vuole venire al mio posto? Adesso stia zitto» – Il video

10 Aprile 2026 - 12:37 Francesca Milano
Botta e risposta a Porta a porta tra il conduttore e il deputato Pd

Nello studio del programma tv Porta a Porta ieri sera, 9 aprile, è andato in scena uno scontro tra il conduttore Bruno Vespa e il deputato del Pd, Giuseppe Provenzano. Lo scontro è avvenuto durante uno scambio tra Provenzano e Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato. «Prima ha parlato, adesso lasci parlare», ha detto Vespa rivolgendosi a Provenzano. «Stavamo interloquendo, dottor Vespa, è legittimo, siamo in uno studio democratico», ha risposto l’esponente Pd. Il conduttore, indicando la sua poltrona, ha chiesto allora a Provenzano: «Vuole venire al posto mio?», e il responsabile esteri del Partito democratico ha replicato: «Ci mancherebbe, non lo farei mai. Forse dovrebbe sedersi da quella parte», indicando lo spazio del centrodestra. A quel punto Vespa ha sbottato: «Questo non glielo consento, con quello che vedete in giro sulla par condicio, non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri per favore». 

La reazione del Pd

Immediata è arriva la reazione dei componenti del Partito Democratico nella commissione di Vigilanza Rai che hanno definito inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore Vespa contro il deputato del Pd. I democratici hanno chiesto alla Rai una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa che «minano il ruolo imparziale della trasmissione. Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l’esito del referendum, ma non è accettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico», si legge in una nota del Pd.

La reazione di FdI

Solidarietà al conduttore è invece arrivata dal deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, capogruppo in commissione di Vigilanza Rai. «Esprimo la solidarietà a Bruno Vespa per l’ennesimo, inaccettabile attacco sferrato dal Partito Democratico. È il solito, stucchevole copione: la sinistra si proclama paladina della libertà di stampa, ma non appena un giornalista libero prova a ristabilire il corretto confronto sulla base del rispetto reciproco e tutelando il diritto di parola e di espressione, scatta immediatamente il manganello mediatico. Sono evidentemente rimasti ai tempi di Telekabul».
          

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