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Il governo va in tilt sul caro carburanti. Salvini: «Urso convochi i petrolieri». E il ministro gli risponde: «No, i prezzi sono in calo»

11 Aprile 2026 - 13:59 Bruno Gaetani
caro carburanti salvini vs urso
caro carburanti salvini vs urso
Opposizioni all'attacco: «Esecutivo allo sbando, auto-denuncia la propria incapacità. Si tassino davvero gli extraprofitti delle compagnie energetiche»

Mentre la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran fa abbassare le quotazioni di gas e petrolio, il caro carburanti continua a dominare il dibattito politico italiano. Secondo le stime del Codacons, oggi (sabato 11 aprile) il prezzo medio del gasolio è sceso a 2,166 euro al litro (-1,4 centesimi) e la benzina a 1,790 euro al litro (-0,3 cent). In autostrada il diesel costa 2,193 euro/litro (-0,8 cent), la verde 1,817 euro/litro (-0,6 cent). Numeri leggermente più bassi rispetto alla scorsa settimana, ma ancora molto elevati rispetto al periodo pre-conflitto in Medio Oriente: «Considerati i consumi medi giornalieri di carburanti solo sulla rete ordinaria – scrive il Codacons – gli italiani pagano oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i propri rifornimenti». Secondo l’associazione, i petrolieri e l’intera filiera dei carburanti incassano circa 88 milioni di euro a settimana in più rispetto a due mesi fa, mentre lo Stato – attraverso Iva e accise – circa 61 milioni di euro in più.

Salvini all’attacco: «Pronti a tassare gli extraprofitti»

E proprio sul caro carburanti si divide la politica. Non solo, come è normale che accada, tra governo e opposizioni, ma anche tra gli stessi partiti della maggioranza. «Conto che il ministro Urso convochi le compagnie petrolifere e faccia vedere loro il prezzo alla pompa e il prezzo alla produzione. Perché le compagnie sono molto veloci ad aumentare i prezzi quando c’è un problema, ma sono molto più lente a ridurre i prezzi quando i prezzi scendono», tuona il vicepremier Matteo Salvini a un gazebo della Lega a Milano. «Se fossimo costretti a fare anche un intervento economico e fiscale sui maxi guadagni di banche, compagnie petrolifere ed energetiche, io sarei assolutamente d’accordo», sottolinea il leader del Carroccio.

Urso: «I prezzi sono in calo»

A rispondere, più o meno indirettamente, alle sue parole è lo stesso Adolfo Urso, che però esclude la convocazione di un nuovo tavolo con i petrolieri e offre una visione opposta a quella di Salvini sull’andamento dei prezzi alla pompa. «Constatiamo che le compagnie petrolifere hanno accolto la nostra esortazione a ridurre subito, senza indugi, i prezzi dei carburanti formulata nell’incontro di giovedì al Mimit, come dimostra il calo dei prezzi alla pompa registrato negli ultimi due giorni», rivendica il ministro delle Imprese, in quota FdI. Urso ha poi rivendicato quanto già fatto dal governo «con il taglio delle accise e con un sostegno diretto alle aziende dell’autotrasporto attraverso il credito d’imposta».

Opposizioni all’attacco: «Spettacolo indecoroso»

La diversità di vedute tra Urso e Salvini non è sfuggita alle opposizioni, che accusano il governo di aver dato vita a uno «spettacolo indecoroso». Il primo ad andare all’attacco è Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde: «Il vicepremier Salvini chiede al ministro Urso, suo collega di governo, di fare il proprio lavoro. Questo è il governo Meloni: un esecutivo allo sbando che auto-denuncia la propria incapacità davanti agli italiani. La realtà è che il governo ha prima sperperato 1 miliardo di risorse pubbliche per misure tampone che si sono rivelate fallimentari e ora continua a ventilare, senza agire concretamente, una tassazione sugli extraprofitti delle compagnie energetiche — che ricordo a tutti essere di oltre 70 miliardi di euro in tre ann. Questo governo non ha una politica energetica: ha una politica della sopravvivenza».

Foto copertina: ANSA/Riccardo Antimiani | Il vicepremier Matteo Salvini e il ministro Adolfo Urso alla Camera

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