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Giacomo Bongiorni pestato a morte davanti al figlio, altri 3 minori indagati. Il pm e i dubbi su chi ha colpito «mentre era a terra»: cosa mostrano i video

13 Aprile 2026 - 16:41 Giovanni Ruggiero
Giacomo Bongiorni
Giacomo Bongiorni
Sarebbe stata un'azione rapida quella del branco in piazza a Massa contro il 47enne, "colpevole" di averli rimproverati perché lanciavano bicchieri e bottiglie contro la vetrina di un locale. Cosa dovranno chiarire le immagini delle telecamere e l'autopsia disposta dalla procura di Massa

Salgono a cinque le persone coinvolte nell’omicidio di Giacomo Bongiorni, 47 anni, picchiato a morte nella notte tra sabato e domenica in piazza Palma a Massa davanti al figlio di 11 anni e alla compagna. Oltre ai due maggiorenni già fermati con l’accusa di concorso in omicidio volontario, Eduard Alin Carutasu, 19 anni, originario di Buzau in Romania e residente a Massa, e Alexandru Ionut Miron, 23 anni, di Montignoso, la Procura per i minorenni di Genova ha iscritto nel registro degli indagati altri tre minorenni per la stessa ipotesi di reato, aggravata dai futili motivi. Uno di loro è stato fermato ed è attualmente ospitato nel Centro di Prima Accoglienza di Genova, in attesa dell’udienza di convalida. Gli altri due restano al momento liberi, con la loro posizione al vaglio della magistratura minorile. L’autopsia è stata affidata al professor Francesco Ventura dell’Università di Genova e verrà eseguita nelle prossime ore.

I pm e il pestaggi: «Non è stato un solo colpo a ucciderlo»

Il procuratore di Massa Piero Capizzoto ha chiarito in conferenza stampa che i cinque indagati e le due vittime, Bongiorni e un altro uomo ricoverato con fratture alla tibia e al setto nasale, «non si conoscevano tra loro precedentemente». Per questo, ha spiegato, «tendiamo a ricostruire la vicenda in termini di dolo d’impeto», come se tutto fosse scaturito da qualcosa accaduto sul momento, senza motivi pregressi. La ragione scatenante resta da accertare. Dalle immagini delle telecamere si vede che una persona è colpita e si accascia al suolo per un colpo inferto volontariamente. Per l’esatta qualificazione del fatto «bisognerà attendere l’esito dell’autopsia, che si svolgerà a Genova nelle prossime ore».

Cosa potrà rivelare l’autopsia

L’autopsia dovrà «dire per effetto di quale tipo di colpo» c’è stata la morte, spiega il procuratore di Massa, precisando che «non è stato un solo colpo a provocare il decesso». Capizzoto aggiunge: «Ci sono diversi colpi al momento non siamo in grado di dire quale è quello che ha certamente provocato la morte». La dinamica del fatto, spiega il procuratore, non si esaurisce in un colpo solo inferto, che certamente è quello che ha provocato il decesso, ed è il motivo per il quale si aspetta l’autopsia. «Non siamo in grado di dire quale è certamente il colpo che ha provocato la morte», ha sottolineato ancora Capizzoto, anche in ordine all’attribuzione delle singole responsabilità agli indiziati di omicidio. «Bisognerà mettere insieme – ha concluso – quanto risulta dalle immagini e quanto dall’autopsia» per ricostruire l’omcidiio.

I cinque identificati grazie alle telecamere

I cinque sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze raccolte dai carabinieri. Nelle perquisizioni sono stati recuperati indumenti verosimilmente indossati durante l’aggressione. Capizzoto ha anche precisato che nessuno degli indagati mostrava segni evidenti di ubriachezza o alterazione psicofisica, e che al momento non risulta l’utilizzo di armi. Uno dei due maggiorenni si è avvalso della facoltà di non rispondere, l’altro ha fornito una versione dei fatti che la procura sta valutando. Alcuni genitori dei ragazzi sono stati sentiti dagli inquirenti: uno di loro avrebbe escluso che i giovani coinvolti facciano parte di una baby gang organizzata.

Come è stato ucciso Bongiorni: i video dei carabinieri

A ricostruire le fasi dell’aggressione è stato il colonnello Alessandro Dominici, comandante provinciale dei carabinieri di Massa Carrara. Dalle immagini disponibili emerge un dettaglio preciso: «Una volta andato a terra, prosegue l’azione energica contro» Bongiorni. Il pestaggio, dunque, non si è fermato con la caduta della vittima.

Dominici ha però avvertito che stabilire la sequenza esatta dei colpi richiederà un’analisi fotogramma per fotogramma: «L’azione è stata molto rapida», ha detto, «riuscire a identificare ogni singola gestualità come frame è un lavoro sulle immagini che diventa dettagliato e serve tempo». I due maggiorenni fermati hanno precedenti di polizia, ma il colonnello ha precisato che non sono di rilievo significativo né specifici rispetto a questo tipo di episodio. La tragedia è avvenuta nella stessa giornata in cui la comunità rumena di Massa, come nel resto d’Italia, si era ritrovata per festeggiare la Pasqua ortodossa.