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Giacomo Bongiorni ucciso davanti al figlio 11enne da un gruppo di ragazzi: tre giovani fermati per omicidio, c’è anche un minorenne

12 Aprile 2026 - 20:40 Stefania Carboni
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I tre sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Nei prossimi giorni, si terrà l'interrogatorio di garanzia
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Per la morte del 47enne Giacomo Bongiorni, aggredito da un gruppo di giovani e deceduto davanti al figlio di 11 anni, i carabinieri hanno sottoposto a fermo tre ragazzi. Si tratta di Ionut Alexandru Miron di 23 anni, Eduard Alin Carutasu di 19 anni, entrambi di nazionalità romena, e di un minorenne. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la tragedia si è consumata nella notte in piazza Felice Palma, a Massa. I due fermati dovranno rispondere dell’accusa di omicidio volontario. Secondo quanto riferito, sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Nei prossimi giorni, si terrà l’interrogatorio di garanzia.

La dinamica dei fatti

L’uomo sarebbe stato avvicinato da un gruppo composto da quattro o cinque persone, che lo avrebbe poi aggredito dopo una discussione legata al lancio di bottiglie. Bongiorni, insieme alla compagna, avrebbe infatti chiesto ai giovani di smettere. A quel punto la situazione sarebbe degenerata. La donna avrebbe messo in sicurezza il figlio di 11 anni, mentre il gruppo si sarebbe accanito contro il 47enne e il cognato. Durante l’aggressione, l’uomo sarebbe caduto a terra battendo violentemente la testa. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

Il precedente a Firenze

Pochi giorni fa a Firenze c’era stata un’altra aggressione con un papà sempre aggredito davanti al proprio figlio. Secondo quanto ricorda La Nazione l’uomo aveva rimproverato un gruppetto di ragazzi che avevano improvvisamente attraversato la strada in zona Isolotto. Uno dei ragazzi della baby gang ha estratto il coltello, colpendo l’uomo, di origine albanese, a un braccio. L’uomo è rimasto ferito lievemente. Le immagini dell’aggressione, riprese da un circuito di video sorveglianza dell’area, avevano fatto il giro della rete suscitando polemiche e indignazione.

Il racconto di un parente della vittima

Matteo Bruzzi, parente della vittima, si è recato questa mattina in piazza della Palma, a Massa, e ha commentato la morte del 47enne: «Ieri sera ci hanno svegliato verso le 2:30-3. Mia mamma purtroppo si è trovata in piazza e mi ha chiamato dicendomi ‘Giacomo lo hanno ammazzato di botte’ e che è stato ‘un gruppo di ragazzi’. Abbiamo saputo stamani la dinamica. Tutto è partito per il discorso delle bottiglie” lanciate dai giovani contro una vetrina, “lui era qui tranquillo, con suo figlio e la sua compagna. Neanche avesse cercato la sfida ma per aver detto ‘non lanciate le bottiglie’ è stato preso d’assalto da questi animali». Nella piazza, proprio dove si è consumata la tragedia, è stato posto un mazzo di fiori bianchi.

Riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza

Nel frattempo, è stato convocato d’urgenza questa mattina il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Gaetano Cupello. Presenti, tra gli altri, i sindaci di Massa, Francesco Persiani, e di Carrara, Serena Arrighi, insieme al presidente della Provincia, Roberto Valettini. Fermo restando le indagini in corso, si spiega in una nota, nella riunione è stata disposta un’intensificazione dei servizi di prevenzione e di controllo nelle zone maggiormente interessate dal fenomeno della cosiddetta “malamovida”. I sindaci di Massa e di Carrara emaneranno apposite ordinanze per disporre, fino al 31 maggio, la chiusura dei pubblici esercizi entro le ore 00:30. Previsto anche il divieto di vendita e asporto di bevande in vetro dopo le 22. Controlli verificheranno anche il rispetto del divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori.

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