Giucas Casella, l’esorcismo, la sepoltura e le 3000 Barbie: «Io? Sono un mentalista»

Giucas Casella dice di essere «un mentalista. Non faccio illusioni ma creo emozioni con la mente». E chi l’ha definito ciarlatano, come Gabriella Carlucci, lo ha fatto perché «c’era una sana rivalità, eravamo competitivi: lei faceva Buona Domenica e io Domenica In con Mara Venier. Ogni settimana era una sfida tra Rai e Canale 5. Io la spuntavo sempre però, sia chiaro». Mentre su Gigi Sabani che lo chiamava figlio di paragnosta: «Gigi mi consacrò grazie alle sue imitazioni e al tormentone “solo quando lo dico io” che ancora porto nei miei spettacoli».
Ciarlatano o artista, stregone o ipnotista
Dice di aver scoperto il suo potere «gin da bambino. Mia madre era sordomuta e riuscivo a comunicare con lei attraverso gesti ma anche attraverso la telepatia. A 6 anni caddi in un pozzo, urlavo, chiamavo mamma ma lei non poteva sentirmi. Attraverso la telepatia me la trovai al bordo del pozzo che mi tirava fuori dall’acqua». La prima ipnosi fu «una vipera. Preso dallo spavento mi immobilizzai e lei si bloccò. Poi iniziai a farlo con galline, conigli e rospi». Poi ha cominciato ad ipnotizzare «i miei compagni di scuola. Facevo dei piccoli spettacoli, loro non mi temevano anzi erano divertiti, mi vedevano come un tipo strano. Il problema erano i genitori che pensavano fossi indemoniato».
L’esorcismo
Ha anche subito un esorcismo: «Mia madre infatti mi portò da don Sarullo, il prete di Termini Imerese, che spiegò che il mio era un dono e non c’era nulla di satanico. Organizzò addirittura uno spettacolo in parrocchia per le famiglie dei miei compagni e mi diede il nome d’arte: Giucas, dalle prime tre lettere di nome e cognome, Giuseppe Casella». La svolta arrivò perché «ero stanco di fare il fachiro sulle navi da crociera. Feci uno spettacolo di addio al Bagaglino a Roma e tra il pubblico era presente la segretaria di Baudo che mi vide e mi propose un incontro con Pippo a Catania per Antenna Sicilia. Lui mi diede 5 minuti per esibirmi. Feci il primo esperimento con le mani legate e scoppiò il delirio. Mezzo teatro rimase con le mani incollate. Baudo rimase colpito al punto che mi portò subito con lui a Domenica In ».
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La sepoltura
Il numero più pericoloso che ha fatto è stato «la sepoltura. Ero anche abbastanza incosciente. Sono stato per 40 minuti sotto due metri di terra con una tavola sopra il corpo per non essere schiacciato dalla terra e che mi permetteva di respirare grazie a tecniche di yoga e training autogeno. Una distrazione però sarebbe stata fatale: tirarmi fuori in tempi record non sarebbe stato semplice». E poi l’apnea: «In una diretta ho rischiato grosso. Sono rimasto chiuso ermeticamente in una botola piena d’acqua per 6 minuti. Il coperchio non voleva saperne di aprirsi e quei secondi sembravano un’eternità, non respiravo più. Ho avuto davvero paura».
Il divieto Rai
A un certo punto il direttore di rete Agostino Saccà vietò i numeri di ipnosi a «Domenica In». «Fu un vero e proprio caso. Ero andato oltre. Quando mi sono fatto attraversare il corpo dalla corrente, con un supervisore e un’apparecchiatura famosa, la bobina di Tesla, intervenne persino il Vaticano. A Domenica In si creò il panico. Feci la sepoltura, l’apnea, l’immersione sotto il ghiaccio, addormentai i coccodrilli: oggi sarebbe improponibile replicare anche solo uno di questi esperimenti. Ci fu uno stop e da quel momento Mara pensò bene di farmi fare l’oroscopo».
Le Barbie
E chiude: «Se c’è una cosa che ho imparato nella vita è a non prendermi sul serio, il mio motto è “l’acqua mi bagna e il vento mi asciuga”, mi faccio scivolare tutto addosso. Con Simona iniziò per gioco, non cedette alla mia ipnosi e venne fuori un tormentone che ripeteva ogni settimana. Con Iva non potrei mai prendermela, la adoro: può dire qualsiasi cosa». Infine, spiega cosa ci fa con le sue tremila Barbie: «In realtà se ne occupa il mio assistente Giuseppe Cinelli che le conserva in modo maniacale perché non possono essere esposte alla luce, né al fumo né all’umidità. Sono un vanto: sono state esposte a eventi internazionali, per collezionisti da tutto il mondo».
