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Stupro di Bra, il calciatore coinvolto continua a giocare: Lo faccio perché sono innocente. Rabbia dei tifosi che gridano alla vergogna

13 Aprile 2026 - 09:57 Alba Romano
calciatori bra
calciatori bra
Il ritorno in campo di uno dei giocatori coinvolti nel caso del presunto stupro di gruppo ai danni di una studentessa, 20enne di Torino. La decisione della società, diversa rispetto a quelle delle altre squadre dei coinvolti: «Ci è scoppiata una bomba in mano»

«Sono innocente». E con queste parole, in perfetto stato psicofisico, Alessio Rosa, 23enne di Tivoli, è tornato a giocare in campo con il Ligorna. Lui è uno dei calciatori coinvolti nel presunto caso di violenza sessuale di gruppo, compiuta con i colleghi di squadra quando militava nel Bra, contro una studentessa ventenne di Torino. Si definisce «tranquillo» Rosa. Ma quando è tornato in campo, quando è stato annunciato il suo nome all’altoparlante, riporta La Stampa, sono partite le lamentele tra il pubblico. Il quotidiano torinese ha seguito il match tra Chisola e Ligorna. Sugli spalti, tra i tifosi rivali qualcuno si è irritato: «Pur di vincere, fanno entrare un accusato di stupro. È uno schifo».

Tre giocatori coinvolti nello stupro di Bra, tre diverse scelte delle rispettive squadre

Il caso di stupro risale a fine maggio scorso, quando si è tenuta, in un locale, la festa di promozione del Bra in serie C. Rosa era lì con due due colleghi: Fausto Perseu, 24 anni di Roma, oggi nel Giulianova, e Christ Jesus Mawete, 21 anni di Mondovì, centrocampista del Livorno. Ballano, bevono. Avvicinano una studentessa universitaria di Torino. Uno di loro, riporta La Stampa, le chiede di partecipare a un rapporto sessuale di gruppo. Ma lei rifiuta. La ragazza avrebbe poi seguito uno di loro in un alloggio condiviso tra giocatori, dove sarebbe avvenuta la violenza di gruppo. I calciatori girano un video e scattano foto degli atti, poi le girano nella chat di squadra: «We are champs». Tre i giocatori coinvolti, tre le squadre che si sono trovate davanti al caso con reazioni differenti. Il Livorno (serie C) e il Giulianova (serie D) non convocano rispettivamente Mawete e Perseu. Il Ligorna invece decide di mettere Rosa come titolare. Perché i fatti «sarebbero antecedenti al tesseramento in biancazzurro», recita una nota della società. «Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle parti coinvolte, e del principio di presunzione di innocenza, la società segue con attenzione l’evolversi dalla vicenda, riservandosi di valutare eventuali provvedimenti», spiega la squadra.

Il ds del Ligorna: «Ci è scoppiata una bomba in mano»

Il direttore sportivo del Ligorna, Stefano Ricci, spiega a La Stampa che Rosa «si dichiara innocente, ma questo non significa che quello che dice la ragazza sia sbagliato. A noi ha detto che si sente tranquillo, noi cercheremo di acquisire gli elementi necessari per prendere una decisione definitiva». «A noi è scoppiata una bomba in mano – sottolinea – non abbiamo avuto ancora la maniera di gestirla. Ma il resto del gruppo, che si sta giocando il campionato, merita di poter lavorare sereno, anche se in questi giorni la serenità c’è stata poco».

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