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Il candidato Pd di Chieti che cerca voti su Pornhub e Tinder, lo spot elettorale: «Vuoi qualcosa di eccitante?»

14 Aprile 2026 - 22:47 Alba Romano
Paride Paci, candidato consigliere del partito democratico nella città abruzzese, rivendica la necessità di presidiare anche gli spazi digitali più frequentati, accanto alle attività tradizionali sul territorio. Le critiche e il precedente all'estero

Dalle piazze ai social, fino alle dating app e i siti per adulti. Il candidato del Partito democratico a Chieti, Paride Paci, ha deciso di fare campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, puntando su Pornhub, Tinder e pure Hinge. L’obiettivo, fa sapere, è quello di intercettare il consenso degli elettori attraverso canali di comunicazione alternativi a quelli tradizionali.

I messaggi

Agli utenti collegati su Pornhub, uno dei siti più visitati a livello nazionale, viene mostrato uno spot elettorale prima della fruizione dei contenuti: «Vuoi qualcosa di davvero eccitante? Clicca qui sotto e scopri cosa ho in mente per la nostra città». Mentre nel video, il candidato democratico si rivolge direttamente al pubblico con toni provocatori e allusivi. Un messaggio promozionale diverso compare invece sulle app di incontri Tinder e Hinge, dove la grafica con la scritta Click Here! è accompagnata dallo slogan: «Dammi 10 secondi e poi puoi tornare a farti deludere dalle dating app».

La campagna sulle dating app e le critiche

La campagna, dal costo complessivo stimato tra i 300 e i 350 euro, viene difesa come scelta di comunicazione «trasversale» e non convenzionale. Paci, consigliere comunale uscente, laureato in Comunicazione e dipendente dell’Arci, rivendica la necessità di presidiare anche gli spazi digitali più frequentati, accanto alle attività tradizionali sul territorio. Non sono mancate, tuttavia, le critiche. L’ex consigliere comunale teatino e medico Alessandro Giardinelli, intervenendo sulla scelta di Paci in un post su Facebook, parla di «perdita del senso del limite» e critica l’uso di piattaforme a contenuto sessualizzato per finalità elettorali, sostenendo che «non tutto ciò che è possibile è anche opportuno» e che la politica dovrebbe mantenere misura e credibilità istituzionale.

Il primo caso in Italia, il precedente in Danimarca

Il caso, il primo in Italia, ha però un precedente all’estero. In Danimarca, nel 2019, l’ex atleta – vicecampione olimpico del getto del peso ad Atene 2004 – e politico Joachim Olsen utilizzò una pubblicità su Pornhub per la propria campagna elettorale, spendendo circa 400 euro e ricorrendo a slogan provocatori e ironici. La scelta fece discutere, ma non gli assicurò la rielezione in Parlamento, dopo due mandati iniziati nel 2011 tra le fila di Alleanza Liberale.

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