Strage di lupi tra Abruzzo, Lazio e Molise: 10 esemplari uccisi con il veleno. Il pm: «Indaghiamo come se avessero ammazzato delle persone»

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è in corso quella che gli esperti definiscono una vera e propria strage: dieci lupi uccisi in pochi giorni, tutti avvelenati. Cinque esemplari sono stati ritrovati nel territorio di Pescasseroli, altri cinque ad Alfedena. Un atto deliberato che ha fatto scattare una vera e propria “caccia all’uomo” per individuare i responsabili. Intanto la procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per uccisione ingiustificata di animali.
«Uccisione ingiustificata»
Come riporta il Corriere della Sera, la procura di Sulmona ha deciso di affrontare il caso con la massima severità. Il procuratore capo Luciano D’Angelo ha chiarito che non si tratterà l’episodio come un fatto minore: «Orsi e lupi sono espressione della cultura di questa terra e ho disposto di non trattare mai con superficialità la loro uccisione o i casi di incendio». Le indagini sono già in corso per individuare il tipo di sostanza utilizzata: «I primi accertamenti ci dicono che si tratta di veleno, poi sapremo quale esattamente. Stiamo operando come se — mi passi il paragone irriverente — fossero state uccise delle persone. A mio avviso non è opera di un cacciatore o di un pazzo. L’episodio è grave e come tale lo tratteremo, a cominciare dal reato con il quale abbiamo aperto un fascicolo penale, cioè uccisione ingiustificata di animali».
Il danno all’ecosistema
Oltre alla crudeltà del gesto, preoccupa l’impatto biologico. Ad Alfedena, infatti, le carcasse appartengono probabilmente a tutti i membri di una singola famiglia. «Non è solo la perdita di alcuni individui», spiega il direttore del Parco, Luciano Sammarone. «Con ogni probabilità ad Alfedena è stato eliminato un intero branco, e questo significa che le conseguenze dal punto di vista biologico ed ecosistemico saranno importanti. Il veleno poi… è l’atto più vile in assoluto. Indiscriminato. Non sai cosa uccidi. Puoi colpire lupi, ma anche volpi, cani e altri animali domestici o selvatici. È pura violenza». Il WWF ha espresso sdegno attraverso una nota, ribadendo che «il lupo rappresenta un patrimonio indiscusso della biodiversità italiana» e che «nessun conflitto con le attività umane e nessun danno economico possono giustificare simili atti criminali».
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I lupi in Italia
L’Italia è il Paese europeo con la più alta densità di lupi: circa 3.500 esemplari su un totale a livello europeo di 23 mila. Un successo biologico se si pensa che negli anni Settanta la specie era quasi estinta, ma che ha riacceso le tensioni con il mondo degli allevatori, nonostante il sistema di indennizzi del Parco sia tra i più efficienti. «Provo ancora più amarezza perché quella è una delle aree del Paese dove più si è fatto per minimizzare i conflitti», commenta Piero Genovesi, dirigente dell’Ispra. «Il Parco compensa e paga la perdita di bestiame in tempi rapidissimi, con prezzi di mercato valutati in modo adeguato. Questa deriva è il frutto di alcune posizioni legate al mondo estremo degli allevatori, gente che andrebbe isolata e che spinge per queste forme di interventi illegali e inaccettabili».
