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Dossieraggi, perquisizioni a Roma nell’inchiesta sulla Squadra Fiore, indagato l’ex vicedirettore dell’Aisi Del Deo

spionaggio immagine generica
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Si procede per accesso abusivo a sistema informatico e violazione della privacy, ma anche per truffa e peculato a carico di ex agenti dei servizi segreti
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I carabinieri del Ros stanno perquisendo una serie di persone in relazione all’inchiesta della procura di Roma sullaSquadra Fiore, un gruppo clandestino accusato di confezionare dossier. Nell’indagine si procede, tra l’altro, per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy ed esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede pertruffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizio segreti. L’inchiesta ha avuto in queste ore una clamorosa svolta con l’iscrizione al registro degli indagati del ex vicedirettore dell’Aisi, il servizio segreto che si occupa degli affari interni, Giuseppe Del Deo, pensionato improvvisamente l’anno scorso a poco più di 50 anni e oggi importante dirigente di Cerved.

Cos’è la Squadra Fiore

Secondo le indagini della procura di Roma la Squadra Fiore è un gruppo clandestino con ex esponenti delle forze dell’ordine che confezionava dossier, anche per committenti internazionali. Esattamente come la Equalize a Milano. Dal marzo 2024 piazzale Clodio indaga su una banda che sembra avere come core business lo spionaggio industriale. L’indagine è del procuratore aggiunto Stefano Pesci con i pm Alessia Natale e Vittorio Bonfanti. Fino a qualche tempo fa erano solo due le persone indagate: Samuele Calamucci e l’ex poliziotto Carmine Gallo (deceduto un anno fa), entrambi al centro dell’indagine milanese su Equalize.

Ora, nell’inchiesta romana arrivano anche altri nomi di peso, a cominciare da quello di Del Deo. Ma negli atti dell’inchiesta ci sono diversi nomi di membri delle forze di polizia – uomini dell’intelligence – su cui si stanno facendo accertamenti. Uno è stato già identificato: si chiama Rosario, ed è un ex uomo dei Servizi.

Le accuse per Del Deo

Secondo l’ipotesi accusatoria, Giuseppe Del Deo avrebbe compiuto un peculato del valore di 5 milioni di euro, concedendo alla società Sind, gestita dall’indagato Enrico Fincati, appalti per conto dei servizi segreti italiani. Le condotte sarebbero iniziate nel 2022. Contro di lui, oltre agli appalti, ci sarebbero intercettazioni di appartenenti alla squadra fiore che lo chiamano in causa. Stando alla nota diffusa dal Ros, inoltre, Del Deo “avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del predetto comparto”.

Il ruolo di Giuliano Tavaroli

Nell’inchiesta appare anche un altro nome già incappato in indagini legate a casi di spionaggio non autorizzato. E’ quello di Giuliano Tavaroli che Tavaroli, secondo le accuse, avrebbe gestito un gruppo crimonale “che acquisiva e commercializzava informazioni riservate illecitamente esfiltrate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, avvalendosi di strumenti informatici e operativi analoghi a quelli in uso alle forze dell’ordine (dispositivi elettronici per la captazione di conversazioni private e per l’individuazione e inibizione della captazione, punti di accesso alle banche dati protette da sistemi di sicurezza)”.

La società copriva le sue attività con telefoni protetti e coprivano i nomi di committenti e consulenti con nomi di fantasia che andavano da “l’americano” a “naufrago, mezzochilo, corazziere, legno, legnetto, naufrago, juventino”.

Nell’inchiesta è indagato, con l’accusa di truffa, anche Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind.

Foto in evidenza di Tobias Tullius su Unsplash