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«L’ex pm Venditti non fu corrotto dai Sempio», l’esclusiva del Tg1: «Ma si aggravano le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri»

03 Giugno 2026 - 14:59 Alba Romano
mario venditti
mario venditti
Depositata alla procura di Brescia la doppia informativa congiunta dei carabinieri e della guardia di finanza, anche per il cosidetto "Sistema Pavia". Non sarebbero emersi elementi idonei a sostenere l'ipotesi di corruzione contestata all'ex procuratore
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È stata depositata presso la Procura di Brescia la doppia informativa redatta da Carabinieri e Guardia di Finanza relativa sia alla presunta corruzione che avrebbe coinvolto la famiglia di Andrea Sempio e l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, sia al cosiddetto “Sistema Pavia”, nell’ambito del quale lo stesso ex magistrato risulta indagato per presunti episodi di corruzione legati alla gestione delle auto affidate alla Procura pavese e all’assegnazione di servizi di intercettazione. La notizia è stata diffusa dal Tg1 attraverso i propri canali social. Secondo quanto riportato dal telegiornale della Rai, dalle verifiche effettuate non sarebbero emersi «elementi idonei» a sostenere l’ipotesi di corruzione, riguardante l’archiviazione della posizione di Sempio nel 2017 per il delitto di Garlasco, contestata all’ex procuratore. Al contrario, sarebbero stati raccolti ulteriori elementi che aggraverebbero la posizione di alcuni avvocati e carabinieri coinvolti all’epoca nella vicenda.

I pm potrebbero chiedere l’archiviazione

I pm Donato Greco e Alessio Bernardi potrebbero a questo punto chiedere l’archiviazione di Venditti che farebbe venir meno anche l’articolo 11 e quindi il fatto che a indagare sulla vicenda debbano essere magistrati di Brescia per competenza su quelli del distretto milanese. L’inchiesta rischierebbe così di tornare a Pavia non essendoci più magistrati pavesi coinvolti. 

Cosa c’era nell’inchiesta?

Al centro dell’inchiesta vi era l’ipotesi che una somma di denaro sia stata corrisposta all’ex procuratore aggiunto di Pavia per influenzare l’archiviazione dell’indagine nei confronti di Sempio nel 2017, durante il primo procedimento aperto a suo carico per l’omicidio di Chiara Poggi. Il fascicolo ruotava attorno a una nota rinvenuta su un quaderno-agenda nell’abitazione della famiglia Sempio. Si trattava di poche annotazioni che gli investigatori ritenevano potenzialmente rilevanti ai fini dell’accertamento di una presunta corruzione. Su una pagina compariva la frase: «Venditti gip archivia per 20-30 euro», mentre sul retro era riportata l’annotazione: «Se archivia indaggine, non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna», con il termine “indaggine” scritto con due “g”.

La ricostruzione accusatoria e la difesa

Secondo la ricostruzione dell’accusa, le somme annotate negli appunti sarebbero state versate da Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, anch’egli iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione. Venditti ha sempre respinto ogni addebito. Anche l’avvocata di Sempio, Angela Taccia, aveva dichiarato a Quarto Grado che quei pagamenti erano riferiti a marche da bollo e diritti di copia, una versione successivamente confermata anche da Daniela Ferrari, madre dell’indagato.

Foto copertina: ANSA / FILIPPO VENEZIA | Mario Venditti, ex procuratore di Pavia, arriva al tribunale di Brescia, 18 maggio 2026

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