«Sono tutti stra-corrotti»: l’attacco di Sempio ai pm di Pavia. Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi e lo sfogo con l’amica dopo l’incontro con gli avvocati

«Sappiamo che dall’altra parte abbiamo gente brutta e conosciuta per essere stra-corrotta. Napoleone, Civardi… sono tutti stra-corrotti». È uno dei giudizi più espliciti pronunciati da Andrea Sempio, intercettato il 21 marzo dello scorso anno in auto con un’amica mentre racconta un incontro con i suoi difensori dell’epoca, Massimo Lovati e l’amica storica Angela Taccia. I brogliacci dei carabinieri di Milano, depositati dopo la chiusura delle indagini e ricostruiti da La Repubblica in un pezzo firmato da Massimo Pisa che pubblica anche l’audio, raccontano tutta la diffidenza profonda che il commesso 38enne nutrirebbe verso i magistrati di Pavia, convinti che sia stato lui a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Parole che pesano ancora di più alla luce del fascicolo aperto a Brescia sull’ex aggiunto Mario Venditti e sul padre Giuseppe Sempio per corruzione in atti giudiziari, ombra che si allunga sull’inchiesta del 2017.
L’interrogatorio in bilico e i sospetti sui legali di Stasi
Mancano tre giorni alla decisione se presentarsi o meno davanti ai pm di Pavia, dopo il rifiuto del 20 maggio 2025 e la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere appena due settimane fa, agli inizi di maggio. Nelle intercettazioni Sempio appare rassegnato: «Perché le persone sotto sono corrotte. Quindi io mi aspetto il peggio possibile da tutto questo». E sull’ipotesi di un’udienza fissata in tempi rapidi: «Se lo fanno lunedì vuol dire che proprio sotto sono… son tutti pagati e via… E vediamo». L’amica rilancia tirando in ballo anche la difesa di Alberto Stasi: «Tipo l’avvocato di Stasi conosce questi qua e… fanno in quel modo lì? Con conoscenze?». Sempio annuisce: «Ci son troppe cose sotto strane… Troppe, robe strane».
Le accuse alla gip Garlaschelli e i sospetti sull’incidente probatorio
Nelle stesse conversazioni Sempio se la prende anche con la gip Garlaschelli: «L’Angela m’ha detto che è una str…», salvo poi smussare i toni: «In realtà la Garlaschelli si è rivelata una persona corretta, magari str… nei modi, ma corretta». Il contesto è quello dell’incidente probatorio sull’analisi del Dna trovato sulle unghie della vittima, attribuito proprio a Sempio, che gli inquirenti vogliono portare davanti a un giudice terzo. Per Sempio, però, il quadro è già compromesso: «Lui e l’Angela continuavano a dire: si vede che è una cosa pilotata, gli elementi non vengono detti». E ancora: «Vuol dire che già loro quella cosa lì l’avevano già valutata, c’è qualcosa sotto che non va. Difatti l’Angela mi dice: questo qui non è un problema tecnico-giuridico, per me è la gente con cui abbiamo a che fare».

