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La falsa “segretaria” di Napoleone che fa girare fake news su Garlasco

22 Maggio 2026 - 07:59 Alessandro D’Amato
garlasco false notizie segretaria napoleone esposti stefania cappa
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È uno dei sessanta nei confronti di giornalisti e youtuber. Alcuni dalle famiglie Poggi e Cappa
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Una sedicente cancelliera del procuratore capo Fabio Napoleone. Che da un numero fake avrebbe raccontato notizie false e indiscrezioni a giornalisti e blogger sull’indagine di Pavia e il delitto di Garlasco. La finta cancelliera – un ruolo che su alcuni compiti operativi è paragonabile a quello della segreteria – è stata oggetto di un esposto nella procura di Pavia che indaga sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco e che, come anticipato dal giornalista Carmelo Schininà ad Ignoto X su La7, ha aperto un fascicolo specifico su questa vicenda. Un fascicolo che viaggia in parallelo ai 60 presentati da giornalisti e dalle famiglie Poggi e Cappa per diffamazione aggravata nei confronti di giornalisti e youtuber, su cui indaga Milano.

Le fake news su Garlasco

Il clima di denunce e contro denunce su Garlasco è ormai rovente e prova ne è il numero di fascicoli riguardanti vere o presunte fughe di notizie. Alla finta cancelliera che propala fake news su Garlasco (secondo l’accusa) si aggiungono le accuse nei confronti dell’avvocato Antonio De Rensis, uno dei legali di Alberto Stasi, dell’inviato del programma “Le Iene” Alessandro Di Giuseppe e dell’ex maresciallo dei carabinieri di Pavia Francesco Marchetto. Sono stati presentati da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, tramite l’avvocato Antonio Marino. E ipotizzano il reato di istigazione a delinquere. Nella denuncia vengono anche segnalati dei profili di frode processuale e depistaggio, ma non vengono contestati come ipotesi di reato specifica.

La denuncia di Stefania Cappa

La nuova denuncia finita sul tavolo del pm di Milano Antonio Pansa, chiarisce l’avvocato Marino, «è stata presentata solamente dalla avvocatessa Stefania Cappa, nei confronti delle tre persone, avvalendosi delle risultanze di un’attività di investigazione svolta da una società investigativa appositamente ingaggiata già nell’autunno scorso. Riguarda reati procedibili a querela ed anche ipotesi di reato procedibili d’ufficio». A partire dal febbraio 2025, «quando sono ricominciate le indagini sul delitto di Garlasco, abbiamo assistito ad una incredibile quantità di dichiarazioni, insinuazioni, suggestioni relative alla presenza sulla scena del crimine diretta o indiretta delle sorelle Cappa», cugine di Chiara Poggi, secondo il legale.

Il fosso di Tromello

«Evidente che vi sia un interesse della famiglia Cappa a verificare la correttezza dell’operato degli appartenenti agli organi di informazione», aggiunge. E ciò in relazione alle decine di querele già depositate nelle scorse settimane dai legali e su cui farà indagini sempre il pm Pansa, che coordina gli accertamenti pure sulle denunce per diffamazione e stalking della famiglia Poggi. Si tratta, in totale, di quasi un centinaio di procedimenti. Al centro della nuova denuncia ci sarebbe anche l’ormai noto episodio degli scavi nel fosso di Tromello, quando gli investigatori, nel maggio 2025, andarono a cercare, vicino a una casa della famiglia Cappa, l’arma del delitto, mai trovata, e sulla base di una testimonianza rivelatasi poi inconsistente. Una delle molte piste seguite e poi abbandonate nel caso che dura da 19 anni.

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