Garlasco, la difesa di Sempio prepara il contrattacco: pronte sei consulenze. I pm chiedono ad Amazon la lista dei suoi acquisti

Sono pronte e verranno depositate all’inizio della prossima settimana le sei consulenze tecniche della difesa di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. L’indagine della Procura di Pavia è stata chiusa lo scorso 7 maggio con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. I legali del 38enne, come spiegato nei giorni scorsi dall’avvocato Liborio Cataliotti, depositeranno le relazioni entro i venti giorni previsti dal codice. I documenti saranno accompagnati da una memoria difensiva che punta a smontare il capo d’imputazione formulato dai pm, cioè omicidio volontario aggravato.
Le consulenze della difesa
Tra gli elaborati predisposti dai consulenti di parte figura una relazione personologica, una consulenza medico-legale sulle cause e i tempi del decesso e una antropometrica, con l’obiettivo di verificare se le impronte possono collimare con le impronte lasciate dalle scarpe dell’assassino. I difensori Liborio Cataliotti e Angela Taccia stanno inoltre valutando anche l’eventuale istanza di interrogatorio. Sempio, infatti, quando è stato convocato dalla procura lo scorso 6 maggio, si è avvalso della facoltà di non rispondere ai pm, perché il fascicolo dell’inchiesta, oltre che incompleto, non era ancora stato messo interamente a disposizione della difesa per consentire all’indagato di conoscere tutti gli elementi raccolti e potersi difendere adeguatamente. Con la chiusura delle indagini, è invece facoltà di Sempio, che da sempre si dichiara estraneo all’omicidio, chiedere di essere interrogato, entro il limite dei 20 giorni.
La richiesta dei pm ad Amazon
Tra gli atti dell’inchiesta emergono intanto anche approfondimenti investigativi sulla vita privata e sulle abitudini dell’indagato. I pubblici ministeri Giuliana Rizza e Stefano Civardi hanno delegato al Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano una serie di acquisizioni per tratteggiare «l’aspetto personologico dell’indagato ed acquisire elementi utili alle indagini». In questo contesto, la Procura ha inviato una richiesta ad Amazon per ottenere dati dettagliati relativi all’account attribuito a Sempio. Nello specifico, gli investigatori chiedevano «tutti gli indirizzi di consegna salvati o utilizzati; tutti i metodi di pagamento registrati; tutti gli acquisti effettuati dalla creazione dell’account completi di oggetto comprato, indirizzo di consegna e metodo di pagamento utilizzato; musica, libri e film consultati sui relativi account Prime».
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La risposta parziale della società
Secondo quanto riportato negli atti, dopo «contatti e solleciti», nel luglio scorso sarebbero arrivati soltanto «esiti parziali di quanto richiesto». I carabinieri scrivono infatti che la società, «al fine di tutelare la privacy dei clienti», avrebbe ritenuto i dati richiesti «particolarmente sensibili in quanto attinenti la sfera personale dell’individuo». Per questo motivo Amazon «non ha fornito i titoli dei libri acquistati, bensì solamente il genere letterario e i dati di pagamento e spedizione», evidenziando «la necessità di un ordine di esibizione per rispondere in modo completo alla richiesta».

