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Garlasco, Andrea Sempio e l’intercettazione sugli yogurt: «Non li ho toccati, sono tranquillo»

27 Maggio 2026 - 06:39 Alessandro D’Amato
garlasco andrea sempio chiara poggi yogurt dna
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L'indagato parla con un'amica delle analisi del Dna sul Fruttolo. Intanto una perizia della difesa mette in dubbio le conclusioni dell'incidente probatorio
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Tra le intercettazioni dei soliloqui di Andrea Sempio sul delitto di Garlasco ce n’è una che parla di Fruttolo. Ovvero lo yogurt che si trovava nella colazione di Chiara Poggi prima dell’omicidio nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. L’incidente probatorio ha cristallizzato la presenza dell’aplotipo Y di Sempio sulle unghie della vittima. Ma un’intercettazione di Sempio del 21 marzo 2025 parla proprio del Fruttolo: «Se adesso mi vieni a dire che vogliono analizzare il Fruttolo e l’Estathè…l’Estathè o una tazzina…quelli son sicuro che non li ho toccati, quindi su quelli son tranquillo», dice a un’amica.

L’indagine su Sempio e le intercettazioni

A parlare dell’intercettazione è oggi Il Giornale. Sempio spiega che «gli unici oggetti che hanno ritrovato sono le scatole del Fruttolo che ha mangiato lei quella mattina», sottolinea inspiegabilmente dando per assodato un dato che sarebbe emerso solo tre mesi dopo, «i cereali della colazione, un’altra roba tipo la tazzina da cui beveva il tè…». L’indagato aggiunge che «forse davvero non li hanno analizzati non lo so…però su quelli già son più tranquillo…perché la mia…la mia paura fosse che tirassero fuori qualcosa…dal corrimano, dalla maniglia, dalla sedia… o magari…se lei quella mattina lì ha sceso le scale toccando il corrimano…una cazzata così…il telecomando della cella…li usavo anch’io quei robi lì…quindi se adesso mi vieni a dire che vogliono analizzare il Fruttolo e l’Estathè…l’Estathè o una tazzina…quelli son sicuro che non li ho toccati, quindi su quelli son tranquillo».

Lo yogurt Fruttolo

I due vasetti di Fruttolo alla fragola sono rimasti per otto mesi nel sacchetto dell’immondizia e poi sono stati conservati per 18 anni senza mai essere analizzati. Chiara Poggi era intollerante al lattosio secondo alcuni certificati medici agli atti dell’inchiesta. Ma le analisi effettuate sul materiale genetico prelevato dal perito Denise Albani hanno restituito compatibilità con il Dna della vittima sulle linguette.

Il Dna

Intanto si torna a parlare del Dna maschile riferibile ai maschi della famiglia Sempio trovato sulle ughie di Chiara Poggi. Il Fatto Quotidiano fa sapere che la consulenza della difesa firmata dalla genetista Marina Baldi dice che si tratta di «un dato genetico fragile, parziale e non individualizzante». E dunque «non idoneo a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta». La corrispondenza rilevata su traccia mista è stata considerata forte o moderatamente forte durante l’incidente probatorio. «Il dato Y non ha valore individualizzante paragonabile a un profilo completo e deve essere interpretato con prudenza», dice invece la consulenza. Sulle unghie della vittima è stato isolato anche un secondo profilo maschile che resta ignoto. Per questo, annota la dottoressa Baldi, «tale circostanza documenta che il materiale non è geneticamente univoco». E per questo «non può essere selezionata solo la componente asseritamente compatibile con l’indagato».

La conclusione

Infine, la dottoressa Baldi spiega che «qualora si ritenesse esistente una compatibilità parziale tra Y-Str e Sempio, tale fatto non prova che egli abbia avuto un contatto aggressivo con la vittima. Né che sia stato graffiato nell’azione omicidiaria». E quindi, è la conclusione, «rimangono aperte ipotesi alternative quali Dna di fondo, trasferimento secondario, occasionale, contaminazione».

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