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«Ti sparo alle gambe e finisci in sedia a rotelle», l’ex di Nessy Guerra minaccia di morte il console italiano in Egitto

02 Giugno 2026 - 22:12 Ygnazia Cigna
nessy guerra
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Non c'è pace per la 26enne italiana, che da tempo si trova nascosta in Egitto per evitare l'esecuzione della pena per adulterio e le violenze dell'ex. La donna lancia un appello a Tajani
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Non c’è pace per Nessy Guerra, la 26enne condannata a sei mesi di carcere e lavori forzati in Egitto per adulterio e sottoposta assieme alla figlia a un divieto di espatrio imposto dalle autorità egiziane, che le impedisce di rientrare in Italia. «Il mio ex ha minacciato il console di Hurghada», ha denunciato in un post pubblicato su Instagram.

Le minacce al console

«Fino a qualche giorno fa il mio ex si trovava al Cairo, dove ci stava cercando, e si sarebbe poi diretto insieme alla madre a Hurghada presso il resort del console, dove si trova il consolato onorario. I due avrebbero minacciato il console dicendogli che se lui non gli avesse dato i soldi loro gli avrebbero fatto sparare nelle gambe e lo avrebbero fatto finire in sedia a rotelle», ha affermato la donna che, come ha raccontato in un’intervista a Open, vive nascosta e segregata assieme a suo padre per evitare l’esecuzione della pena e tutelare sua figlia piccola di tre anni.

La denuncia di Nessy Guerra

«Adesso voi ditemi se tutto questo è normale e perché queste persone sono ancora a piede libero. Noi siamo continuamente minacciati da questi soggetti da anni e adesso anche i funzionari dello Stato italiano vengono minacciati di morte da queste persone», prosegue Nessy Guerra. «Ovviamente quanto è accaduto, le minacce e i loro atteggiamenti sono stati segnalati da parte della nostra ambasciata alle autorità egiziane. Ma come voi potete immaginare, finché queste due persone si trovano a piede libero, chiunque può rischiare la vita, perché queste minacce sono veramente gravi», aggiunge.

L’appello al ministro Tajani

«Quindi io oggi non faccio solo un appello al ministro degli Affari Esteri, che io spero davvero che sia stato informato di quanto accaduto, ma faccio anche un appello alle autorità egiziane, perché questi due soggetti sono pericolosi e vanno fermati», conclude la 26enne.

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