Nessy Guerra, l’appello del padre (nascosto con lei e la nipote in Egitto): «Non ce la facciamo più a vivere così, noi cittadini di serie C»

«Non ce la facciamo più a vivere così. Ci sentiamo cittadini di serie C. Se fossimo amici o parenti di La Russa, Renzi, Tajani o della Meloni, a questo punto staremmo in panciolle in un bel prato in Italia. Invece non siamo nessuno». Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, Giampaolo Guerra, il padre di Nessy, la ragazza condannata per adulterio in Egitto. «Viviamo nascosti e siamo ormai allo stremo delle forze economiche – aggiunge -. Campiamo in quattro con la mia pensione da 750 euro al mese. Ci siamo mangiati tutti i soldi che avevamo da parte per supportare nostra figlia». Nessy Guerra è la donna originaria di Sanremo e mamma di una bimba di tre anni, condannata ad aprile per adulterio a seguito della denuncia dell’ex marito italo-egiziano Tamer Hamouda. L’uomo, cittadino italo-egiziano, è stato condannato in via definitiva in Italia per reati di stalking e violenza ai danni di un’altra donna. È stato inoltre indagato dalla Procura di Genova per maltrattamenti e tentata sottrazione di minore.
«Ci devono ammazzare a bastonate prima che qualcuno si muova?»
Sul fatto che il tribunale egiziano consideri credibile un uomo condannato in Italia per gravi reati replica: «È un paese profondamente patriarcale. Hamouda è matto come un cavallo, fa video dove si proclama ‘Gesù Cristo’ e minaccia tutti, persino la Meloni. Eppure nessuno fa niente. È palesemente un folle, ma tutto quello che dice in tribunale viene accettato come vero». «È come se fossimo invisibili – afferma ancora il padre di Nessy Guerra -. Sono passati tre anni. Cosa deve succedere ancora? Ci devono ammazzare a bastonate prima che qualcuno si muova? Ora serve un aereo militare: vengono giù, ci caricano e ci portano via. Punto».

