Mps, il cda si divide: per Lovaglio e Bisoni nomine a maggioranza

Il cda di Mps ha nominato Luigi Lovaglio amministratore delegato e direttore generale e Cesare Bisoni presidente. Le nomine però sarebbero arrivate con i soli voti favorevoli degli otto consiglieri di Plt Holding, inclusi gli stessi Lovaglio e Bisoni.
Un consiglio lungo e non facile
Non è stato facile, secondo quanto riporta Ansa. Alle 10 del mattino i quindici consiglieri eletti lo scorso 15 aprile (8 per la holding della famiglia Tortora, 6 per la lista del cda e 1 per i fondi di Assogestioni) si sono riuniti nella sede di Rocca Salimbeni per attribuire gli incarichi di presidente, vicepresidente, amministratore delegato e direttore generale e nominare i componenti dei cinque comitati endoconsiliari. Il consiglio è durato quasi 9 ore. Le nomine sono tutte state fatte a maggioranza, con il voto a favore degli otto consiglieri di Plt Holding. La loro lista ha ottenuto il 49,9% dei voti a fronte del 38,8% di quella del board. I voti contrari registrati tra i sei consiglieri della lista del cda e la consigliera di Assogestioni, Paola De Martini (che nel precedente board avevano sfiduciato Lovaglio), intervallati da qualche astensione, sono arrivati dopo che il fronte espressione di Plt Holding aveva respinto la richiesta di concedere alla minoranza la presidenza della banca. Secondo quanto riporta Ansa una volta conclusi gli adempimenti legati all’assegnazione degli incarichi, Lovaglio avrebbe intenzione di accelerare sul piano di integrazione con Mediobanca. Una mossa che con il consiglio diviso non aiuta. L’idea sarebbe di arrivare alle assemblee sulla fusione, che determinerà l’uscita di Piazzetta Cuccia da Piazza Affari, prima dell’estate, spianando la strada all’implementazione di un progetto che promette 16 miliardi di euro di dividendi ai soci in cinque anni.
