Dell’Utri e moglie finiscono a processo per i 42 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi

Sono stati mandati a processo a Milano, l’ex senatore di Fi, Marcello Dell’Utri, e la moglie Miranda Ratti per la vicenda delle presunte donazioni per circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi. A deciderlo è stata oggi la gup Giulia Marozzi. La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione. Nel marzo 2025 il caso era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a una eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.
L’inchiesta
Secondo l’inchiesta, tra il 2012 e il 2021, Berlusconi avrebbe versato a Dell’Utri la cifra sotto forma di “donazioni” o prestiti, spesso giustificati come aiuto per spese legali e personali. A questi si aggiungono i 30 milioni di euro ricevuti in eredità tramite il testamento del Cavaliere. Le donazioni però, secondo la procura, non sarebbero possibili in quanto violazione della legge Rognoni-La Torre. Dell’Utri è condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Pertanto aveva l’obbligo di comunicare ogni variazione del proprio patrimonio superiore a 10.329 euro, per i dieci anni successivi alla condanna. Nell’ottobre 2025 la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso della Procura di Palermo sul sequestro dei beni, ribadendo che il denaro non sarebbe prova di un presunto silenzio di Dell’Utri a tutela del fondatore di Forza Italia. Il processo che ora si terrà a Milano riguarda specificamente la mancata dichiarazione al Fisco e agli organi competenti di tali somme, anche se una parte delle donazioni sia stata dichiarata prescritta dal giudice.
