«Venite ho ucciso mia moglie», ma lei sta benissimo. La truffa ignorata che fa scattare la telefonata al 112: denunciato

«Venite, ho ucciso mia moglie» dice con voce concitata all’operatore del 112, che non perde tempo e fa partite l’allarme. Nel giro di pochi minuti dalla questura di Taranto partono quattro volanti, la squadra dei Falchi, un’ambulanza del 118 e i Vigili del Fuoco. L’uomo che aveva chiamato viene rintracciato che è ancora per strada. Gli agenti lo fermano senza che lui opponga resistenza. Intanto i colleghi mettono in sicurezza la zona.
La moglie rintracciata viva
Ai poliziotti bastano alcuni controlli di pochi minuti per capire che in realtà quella telefonata era un clamoroso falso. La donna citata nella chiamata viene rintracciata in buone condizioni, sana e salva, senza alcun segno di aggressione. Nessun femminicidio, nessuna scena del crimine, nessuna vittima, nessun ferito da soccorrere. E infine il grande mistero sul perché a quell’uomo è passato per la mente di chiamare il 112 per denunciare un femminicidio mai avvenuto, né tantomeno tentato o progettato.
Il movente: accelerare i soccorsi per una truffa al padre
La verità emersa poco dopo sarebbe stata ben più banale quanto imbarazzante. L’uomo che aveva chiamato il 112 era lo stesso che aveva fatto un’altra chiamata poco prima. Alla polizia aveva denunciato una presunta truffa ai danni del padre. Lui pensava che i poliziotti si sarebbero fiondati a casa sua. Ma quando non ha visto arrivare nessuno, ha pensato bene di inventarsi l’omicidio della moglie così la polizia sarebbe arrivata di corsa. E così è stato, ma poi è rimasta per lui. L’uomo è stato accompagnato in questura, dove è stato denunciato per procurato allarme.
