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Gad Lerner e il 21enne degli spari il 25 aprile: «Basta omertà dall’alto su questi estremisti: chi sa parli e si chieda scusa all’Anpi»

29 Aprile 2026 - 11:31 Giovanni Ruggiero
Gad Lerner
Gad Lerner
Il giornalista dice di denunciare da tempo la «degenerazione squadristica» di chi minaccia e aggredisce nelle scuole contro presunti nemici di israele «in nome dell'autodifesa». Dopo l'arresto del 21enne che si è dichiarato della Brigata Ebraica, Lerner attacca: «Chi sa, parli»

Il giornalista Gad Lerner torna a puntare il dito contro quella che descrive come una deriva pericolosa di alcuni ambienti legati alla difesa di Israele. In un post su Facebook, parla apertamente di «degenerazione squadristica di elementi che in nome dell’autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele». E aggiunge una richiesta netta: «Basta omertà dall’alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili».

Il fermo del 21enne dopo il ferimento di due iscritti Anpi

L’intervento arriva a poche ore dal fermo di un ragazzo di 21 anni appartenente alla comunità ebraica romana, che si è dichiarato membro alla Brigata Ebraica, subito smentito dai vertici dell’organizzazione partigiana. Il giovane è accusato di tentato omicidio, per aver ferito uomo e di una donna, entrambi tesserati Anpi, avvenuto a Roma lo scorso 25 aprile, nel giorno della Liberazione. Un episodio che, per Lerner, conferma uno scenario che da tempo prova a portare dentro al dibattito pubblico, senza, sostiene, trovare risposte adeguate.

Sciogliere i nuclei paramilitari e chiedere scusa all’Anpi

Nel suo messaggio, Lerner critida duramente anche certe dinamiche interne alle comunità ebraiche italiane e ricorda che pure «noi ebrei dissidenti dall’importazione della guerra mediorientale nelle nostre Comunità veniamo fatti oggetto da tempo di simili minacce, non solo verbali». Da qui l’invito a chi sa a farsi avanti e la richiesta di sciogliere quelli che definisce nuclei paramilitari. La chiosa è per chi ha attaccato l’Anpi accusandola di antisemitismo: per Lerner, oggi, è il momento di «chieda scusa».