Perché questo confronto fotografico su Gaza nel 2023 e nel 2026 usa un’immagine falsa

Avete presente quei confronti fotografici “prima e dopo” che ogni tanto diventano virali? Su Facebook ne circola uno che accosta due immagini della stessa strada di Gaza, una nel 2023 e una nel 2026, con il commento «Dalla vita alla morte». L’immagine del “prima” è vera, ma quella del “dopo” riscontra diversi problemi, come un dettaglio che non dovrebbe esserci. Basta quello per capire che qualcosa non torna.
Per chi ha fretta
- Su Facebook e su X circola un confronto tra due foto che mostrerebbe lo stesso tratto di strada costiera di Gaza nel 2023 e nel 2026.
- L’immagine del “prima” mostra la strada Al Rasheed con la moschea Sheikh Ajlin ed è riconducibile al periodo 2022-2023.
- Nell’immagine del dopo il minareto della moschea appare ancora in piedi, ma le immagini satellitari di Google Earth mostrano che già nell’aprile 2024 la moschea era quasi completamente distrutta e il minareto crollato tra le macerie.
- Inoltre, l’immagine del dopo riporta alcune incoerenze rispetto all’architettura reale della moschea, tipiche della generazione tramite l’Intelligenza Artificiale.
- La distruzione reale della zona è confermata anche da un video aereo dell’agenzia di stampa turca Anadolu Agency, pubblicato nel novembre 2025.
Il contesto: la storia della moschea
La moschea Sheikh Ajlin (o Khalil Al-Wazir) si trovava lungo la strada costiera Al Rasheed, nella zona occidentale di Gaza City. Era stata distrutta in un bombardamento nel 2014, poi ricostruita grazie a donazioni raccolte anche attraverso l’organizzazione indonesiana Aman Palestin. Nel 2023 l’architetto della ricostruzione, l’indonesiano Ridwan Kamil, aveva pubblicato su TikTok un video che la mostrava completata e funzionante. Il minareto, con la sua architettura moderna e riconoscibile, era uno degli elementi più visibili dello skyline della zona.

L’immagine fuorviante diffusa online
Il confronto fotografico è comparso il 12 maggio 2026 su X, pubblicato dall’account @HasanEssam29636 con la didascalia: «One of the most terrifying images in history: a transformation from life to death. Gaza in 2023 and 2026!».

L’immagine è circolata anche su Facebook, dove circola in italiano accompagnato dal testo: «Gaza nel 2023 e nel 2026: dalla vita alla morte. Come può non spaventare tutto questo orrore?».

Perché si tratta di un’immagine fuorviante
Il minareto della moschea Sheikh Ajlin è il dettaglio che fa cadere tutto. È ben visibile sia nella foto del “prima” sia in quella del presunto “dopo”. E nel confronto che circola online, nella foto che dovrebbe mostrare Gaza nel 2026, il minareto è ancora lì, in piedi. Il problema è che nella realtà quel minareto non c’è più da tempo.

Inoltre, la struttura nella seconda immagine non coincide con quella ripresa dalla prima. Un errore che ci porta a valutare la generazione attraverso l’Intelligenza Artificiale.

Le vere immagini della moschea
Le immagini satellitari disponibili su Google Earth, consultabili con la funzione “Historical Imagery” alle coordinate 31.502630, 34.414586, lo dimostrano in modo netto. Nell’immagine datata prima del 19 ottobre 2023, moschea e minareto sono intatti. Nell’immagine datata prima del 3 aprile 2024, la moschea è quasi completamente rasa al suolo e il minareto è crollato diagonalmente tra le macerie.

Non è l’unica conferma. Il 6 novembre 2025 l’agenzia di stampa turca Anadolu Agency ha pubblicato su YouTube un video intitolato «Sheikh Ajlin neighbourhood in western Gaza City in the northern Gaza Strip was left in ruins». Al secondo 00:24, il minareto è visibile a terra, abbattuto tra i resti dell’edificio.
Conclusioni
Il confronto «Gaza nel 2023 e nel 2026» accosta un’immagine autentica a un’immagine che non corrisponde alla realtà. Quest’ultima, considerati gli errori riscontrati, è stata molto probabilmente generata tramite l’Intelligenza Artificiale sulla base dei fotogrammi del video che riprende l’area prima dell’inizio del conflitto. Questo non significa, ovviamente, che la distruzione di Gaza non sia reale, essendo quest’ultima documentata da innumerevoli fonti indipendenti. Tuttavia, questo specifico confronto visivo non è una testimonianza autentica.
L’analisi è stata effettuata in precedenza dai colleghi di LeadStories.
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