Pulsar, la governatrice Alessandra Todde: «La Sardegna crede nella transizione energetica ma usiamola per abbassare le bollette»

«Sono stati due anni intensi, che hanno portato a grandi risultati: bonifiche della Maddalena, politiche sull’acqua, il progetto dell’Einstein Telescope». È Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, ad aprire la quarta tappa di Pulsar, l’iniziativa organizzata insieme a Iliad per promuovere le competenze STEM (Science, Technology, Engineering, Math). Un ambito che l’esponente del Movimento 5 stelle – che è ingegnera informatica e in passato ha lavorato in Unidata, storica azienda italiana di telecomunicazioni -conosce molto bene.
La legge sarda sull’AI
Nei mesi scorsi, la Sardegna è diventata la prima regione italiana a dotarsi di una legge organica dedicata all’intelligenza artificiale per governare lo sviluppo di questa tecnologia e tutelare i cittadini. «L’AI è un contesto talmente importante che non noi italiani, ma l’Europa deve decidere che ruolo vuole avere e che investimenti vuole fare», spiega Todde intervistata da Franco Bechis, direttore di Open, al Matilde Cocktail Bar di Cagliari. «L’importante – continua – è darsi delle regole. Una di quelle più importanti riguarda la sovranità dei dati: se non capisco qual è il prodotto che mi stanno vendendo, allora vuol dire che il prodotto sono io».
La linea della Sardegna sullo sviluppo delle rinnovabili
Uno dei temi più scottanti per la politica sarda, ma anche nazionale, è quello dell’energia. Da quando si è insediata, la giunta Todde ha impresso una svolta molto restrittiva sulle autorizzazioni di nuovi impianti, arrivando anche allo scontro con il governo. «Abbiamo dedicato 240 km di territorio allo sviluppo delle rinnovabili. Noi siamo quelli che credono di più nella transizione energetica, ma deve servire anzitutto ad abbassare il prezzo dell’energia», spiega la governatrice. «In Sardegna siamo stati subissati da richieste per nuovi impianti. Questo ha spaventato le persone. Dobbiamo farci una domanda: chi sta producendo energia e per chi? Se una multinazionale compra un terreno, produce energia e la esporta altrove, allora è normale che un cittadino si chieda perché si sta sacrificando».
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Le primarie e il dibattito nel Campo Largo: «Non innamoriamoci dei metodi»
Nella parte finale dell’intervista, Todde è intervenuta sul dibattito in corso nel cosiddetto campo largo sull’opportunità o meno di fare le primarie per scegliere il leader della coalizione: «Il confronto si giocherà sulle proposte e sulla credibilità di stare insieme. Non dobbiamo focalizzarci sui metodi, spetta ai leader trovare una sintesi». Ma quindi le primarie vanno fatte oppure no? «Se devono sortire l’effetto di discussione e non di mettere insieme le diverse anime, di metodi ce ne sono tanti altri. La cosa più importante è la credibilità di chi rappresenterà il campo largo e cosa proporrà ai cittadini. Il confronto con il governo uscente – ha concluso Todde – sarà combattivo».

