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Gli Usa insistono sulla Groenlandia

21 Maggio 2026 - 09:29 Alba Romano
groenlandia golden dome usa donald trump
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Un inviato di Trump in visita senza invito. Si porta dietro un medico «per valutare le esigenze sanitarie»
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Washington deve «ristabilire la propria presenza» in Groenlandia. A dirlo e’ l’inviato speciale Usa per la Groenlandia Jeff Landry, che ha concluso la sua prima visita nel territorio rivendicato a più riprese da Donald Trump. «La Groenlandia ha bisogno degli Stati Uniti», ha dichiarato Landry, «Credo che il presidente stia parlando di intensificare le operazioni di sicurezza nazionale e di ripopolare alcune basi». Al culmine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti avevano 17 installazioni militari in Groenlandia, ma le hanno chiuse nel corso degli anni e attualmente ne hanno solo una: quella di Pituffik, nel nord dell’isola.

Le minacce e la marcia indietro

A gennaio Trump ha fatto marcia indietro sulle minacce di annettere la Groenlandia. Un gruppo di lavoro congiunto tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia è stato istituito per affrontare la questione. «Anche se il desiderio di un ‘padrone’ di ‘assicurarsi il controllo della Groenlandia e’ del tutto irrispettoso siamo obbligati a trovare una soluzione», ha detto ai giornalisti il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen a margine di un forum economico. Landry, che è anche governatore repubblicano della Louisiana, è arrivato domenica a Nuuk. Non era stato invitato ufficialmente e la sua presenza ha suscitato polemiche. Ha incontrato lunedìNielsen e il ministro degli Esteri groenlandese Mute Egede.

Gli Usa insistono

Nielsen ha affermato che i colloqui sono stati costruttivi, ma ha osservato che «non c’è alcun segno di cambiamento» nella posizione degli Stati Uniti. In un’intervista pubblicata ieri sul quotidiano groenlandese Sermitsiaq, Landry ha alimentato le aspirazioni di indipendenza della Groenlandia. Sebbene i sondaggi mostrino che la maggioranza dei groenlandesi sia favorevole a un futuro di indipendenza dalla Danimarca, il governo non ha piani immediati in tal senso, dato che molte questioni rimangono irrisolte, principalmente per quanto riguarda l’economia dell’isola, fortemente dipendente dalla Danimarca.

L’indipendenza

«Credo che ci siano incredibili opportunità che potrebbero effettivamente portare i groenlandesi dalla dipendenza all’indipendenza», ha detto Landry. «Penso che il presidente degli Stati Uniti vorrebbe vedere il Paese diventare economicamente indipendente. E credo che sia possibile». Ad alimentare le polemiche sulla visita di Landry è stato il fatto che fosse accompagnato da un medico statunitense, il quale ha dichiarato alla televisione danese TV2 di essere lì «per valutare le esigenze sanitarie» della Groenlandia. A febbraio, Danimarca e Groenlandia hanno respinto l’offerta di Trump di inviare una nave ospedale della marina «per prendersi cura delle numerose persone malate che non ricevono le cure necessarie». Il ministro della Sanità della Groenlandia, Anna Wangenheim, ha criticato la presenza del medico statunitense: «I groenlandesi non sono cavie in un progetto geopolitico», ha affermato.