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Urla e manette, Ben Gvir umilia gli attivisti della Flotilla. Meloni e Tajani: «Indegno». Netanyahu: «Sbagliato, li espelleremo» – Il video

20 Maggio 2026 - 15:55 Simone Disegni
Il ministro di ultradestra incita gli agenti che maltrattano gli attivisti: costretti faccia a terra a sentire l'inno di Israele. Italia e Francia convocano l'ambasciatore
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Ammanettati, trascinati, costretti ad ascoltare in ginocchio faccia a terra l’inno di Israele. È il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla fermati e portati ad Ashdod dalla marina dell’Idf. I maltrattamenti sono esibiti a favore di telecamere dal leader dell’ultradestra e ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, in un video che ha aperto immediatamente una crisi diplomatica tra Italia e Israele. Nelle immagini riprese nei locali presidiati del porto di Ashdod, si vedono gli agenti israeliani zittire e buttare a terra un’attivista che gridava “Free Palestine”, mentre lo stesso Ben Gvir ridacchia soddisfatto: «Ottimo lavoro». Congratulazioni ribadite pure ad altri agenti che trattano con le maniere forti altri attivisti. E quando nel tendone dove sono stati radunati, in ginocchio e faccia a terra, un’altra donna prorompe in urla di protesta, il capo del partito “Orgoglio ebraico” si raccomanda con gli agenti che lo circondano: «Non fatevi turbare».

Attivisti a terra: «Qui i padroni siamo noi»

Ben Gvir si fa riprendere – per poi rilanciare il tutto sui social – pure quando sventola fiero di fronte agli attivista una grande bandiera di Israele: «Benvenuti in Israele, qui i padroni siamo noi», urla. Poi si ferma a battibeccare con un altro attivista filo-palestinese, coprendone la voce: «Il popolo d’Israele è vivo», gli ripete. Ciliegina sulla torta dell’umiliazione collettiva orchestrata dal ministro della Sicurezza, i membri della Flotilla vengono fatti inginocchiare in uno spazio comune all’aperto del porto, faccia a terra, mentre dagli altoparlanti viene fatto risuonare l’inno di Israele. «Così accogliamo i sostenitori del terrorismo. Benvenuti in Israele», è la nota di lancio del materiale, pensato per incendiare gli animi dei suoi a pochi mesi dall’appuntamento con le elezioni in Israele, proprio nel giorno in cui alla Knesset è passato in prima lettura il disegno di legge per sciogliere il Parlamento.

L’ira di Meloni e Tajani: «Liberateli subito»

In Italia il video arriva subito all’occhio dei vertici del governo, prima increduli, poi su tutte le furie. «Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili.
È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona», scrivono in una nota congiunta la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Con la quale si fa sapere che «il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti», ma anche che l’Italia «pretende le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano». Meloni e Tajani danno di conseguenza istruzione di convocare «immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto». Iniziativa presa poche ore più tardi anche dal governo francese.

Alta tensione in Israele, il ministro degli Esteri contro Ben Gvir

In realtà ancor prima che l’ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled varchi la porta della Farnesina, sul caso già arriva la reazione del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che condanna senza se e senza ma la grottesca esibizione dei maltrattamenti. «‏Con questa vergognosa performance hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta. ‏Hai gettato alle ortiche gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell’Idf ai dipendenti del Ministero degli Esteri e molti altri. ‏No, tu non rappresenti Israele», dice Sa’ar al collega di governo Ben Gvir. Immediata la controreplica di quest’ultimo: «C’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta dal ministro degli Esteri di Israele che capisca che Israele ha smesso di essere un bambino da prendere a schiaffi. Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli porgeremo l’altra guancia».

Netanyahu sconfessa Ben Gvir, opposizioni all’attacco

Tra i due litiganti s’inserisce alla fine il premier Benjamin Netanyahu, che sconfessa l’operato di Ben Gvir, anche se in termini ben più flebili: «Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia il modo in cui il ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile», fa sapere Netanyahu. Gli attivisti insomma, è l’annuncio, saranno presto liberati. Dall’opposizione però i principali leader puntando il dito contro lo stesso Netanyahu per aver protetto per anni Ben Gvir consentendogli di fare il bello e il cattivo tempo. «Ben Gvir danneggia intenzionalmente l’immagine di Israele nel mondo per raccogliere like sui social network. Anche in questo caso, la responsabilità ricade in primo luogo sul primo ministro che lo ha nominato al ruolo. Avrebbe dovuto licenziarlo già da tempo», attacca l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot. Tesi del tutto analoga a quella sostenuta dal centrista Yair Lapid. Nessun commento per ora dal suo sodale Naftali Bennett, principale candidato stando agli ultimi sondaggi alla poltrona di premier se il fronte delle opposizioni vincerà in autunno.

Pd e M5S: «Sanzionare Israele»

Se netta è la reazione del governo, sconcertate e scatenate in Itala sono pure le opposizioni. «Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati, ammanettati, inginocchiati e derisi dal ricercato dalla Corte penale internazionale Ben Gvir sono agghiaccianti, questi sono crimini contro la dignità umana», dichiara la segretaria Pd Elly Schlein, che chiede a Meloni di «sanzionare il governo di Netanyahu e i suoi ministri estremisti, che continuano a violare il diritto internazionale e coprire le violenze dei coloni in Cisgiordania» e di procedere in sede europea a sospendere l’accordo Ue-Israele «per manifesta violazione dei più basilari diritti umani». Per il M5S, «il trattamento subito da cittadini disarmati, in viaggio con beni di prima necessità verso Gaza, è vergognoso e non può essere tollerato. Cos’altro deve succedere prima di vedere un sussulto di dignità da parte delle istituzioni europee?», chiede la delegazione pentastellato in Ue.

Lo shock della Flotilla: «Esibiti come trofei»

A reagire alle immagini diffuse da Ben Gvir è lo stesso direttivo della Flotilla. «Quello riservato da Israele agli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali è stato un trattamento vergognoso e riprovevole», si legge nel comunicato, dove si parla di «uomini e donne costretti inginocchiati a terra, legati, umiliati ed esposti come trofei durante la visita del ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod». L’organizzazione rinnova la richiesta al governo italiano e alla Ue di «intervenire immediatamente per chiedere nuovamente l’immediata liberazione e nel frattempo l’applicazione di condizioni umane», alla società civile italiana di «sostenerci in questo momento difficile» e a quella israeliana «di opporsi».

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