L’Idf abborda la Sumud Flotilla al largo di Cipro. Tajani a Israele: «Garantire la sicurezza degli attivisti italiani»

Nuovi contatti diplomatici tra l’Italia e Israele per monitorare la situazione degli attivisti italiani coinvolti nella missione della Sumud Flotilla, fermata in mattinata dall’Idf al largo delle acque di Cipro. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, riferisce la Farnesina, ha chiesto al governo israeliano rassicurazioni sulle condizioni degli attivisti italiani coinvolti nella missione. Tajani ha inoltre incaricato l’Unità di Crisi e le ambasciate italiane a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di attivarsi per garantire la sicurezza dei connazionali e fornire assistenza in caso di sbarco. Nella mattinata, l’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha avuto un nuovo colloquio con le autorità israeliane per seguire la situazione. Secondo i media israeliani, le forze armate israeliane hanno preso il controllo delle imbarcazioni della flottiglia nelle acque vicine a Cipro. Una diretta streaming rilanciata dal Times of Israel mostra commando della marina israeliana durante l’abbordaggio di una delle navi della missione.
Flotilla: «Bloccati da Israele alcuni dei 35 italiani a bordo»
«Da circa un’ora e mezza si sono avvicinate quattro navi militari dell’esercito della Marina israeliana con almeno sei mezzi veloci e hanno iniziato a circondare le barche. Di sicuro sono state già intercettate due delle otto barche che battono bandiera italiana e sono già stati presi alcuni dei 35 italiani che sono a bordo, almeno 7 o 8». Lo ha detto Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia di Global Sumud Flotilla, nel corso della manifestazione indetta da Usb in corso a Roma nei pressi della stazione Termini. «La cosa che ci colpisce è che stanno agendo per la prima volta in pieno giorno, durante la mattina, era una cosa che non era mai accaduta. Ovviamente temiamo che le persone arrestate siano portate in Israele come accaduto a Saif Abukeshek, che oggi è qui alla nostra manifestazione. Ci auguriamo che ciò non accada o le conseguenze da parte nostra saranno importanti, mi prendo la responsabilità di dirlo», ha sottolineato.
L’avvertimento: «Tornate indietro»
Prima del sequestro, la Marina israeliana aveva invitato «tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro». Il ministero degli Esteri ha pubblicato una nota in cui dice che nella flottiglia di aiuti umanitari non ci sono aiuti umanitari: «Questa volta, due violenti gruppi turchi – Mavi Marmara e IHH, quest’ultimo designato come organizzazione terroristica – fanno parte della provocazione. Lo scopo è quello di favorire Hamas, distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi e ostacolare i progressi del piano di pace del presidente Trump”, continua la nota diffusa su X.
Israele bolla anche questa volta la Flotilla come «trovata pubblicitaria». «Gaza è inondata di aiuti», sostiene il ministero degli Esteri, «solo da ottobre 2025, oltre 1,58 milioni di tonnellate di aiuti umanitari e migliaia di tonnellate di forniture mediche sono entrate a Gaza. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza», conclude la nota. Secondo i dati di tracciamento, la Global Sumud Flotilla, che comprende circa 57 imbarcazioni, si trova attualmente a ovest di Cipro, dopo essere partita giovedì dalla costa mediterranea della Turchia.

