Flotilla, espulsi da Israele i due attivisti Thiago e Saif

Scarcerazione dopo nove giorni: come si è arrivati al rilascio
L’espulsione arriva dopo la svolta di ieri, quando lo Shin Bet aveva comunicato il rilascio dei due attivisti agli avvocati Hadeel Abu Saleh e Lubna Toma dello studio Adalah. Una decisione inattesa, maturata in pieno shabbat e a sole 24 ore dalla scadenza naturale della proroga della detenzione, come ricostruisce Repubblica. Per Saif Abukeshek, di nazionalità ispano-palestinese, Madrid ha già annunciato il trasferimento al valico di Tebe, al confine con l’Egitto, mentre Thiago Ávila dovrebbe essere accompagnato in aeroporto. I legali, però, invitano alla cautela: «Seguiamo gli sviluppi per assicurarci che la loro espulsione avvenga nei prossimi giorni», hanno fatto sapere, ribadendo «il carattere di totale illegalità dell’arresto e della detenzione» di due persone prelevate da una nave battente bandiera italiana e quindi, sostengono, soggette alla sola giurisdizione di Roma.
Le accuse di Israele e le proteste internazionali
Mai formalmente incriminati, i due attivisti erano stati fermati con l’accusa di «collaborazione con il nemico» e di presunti rapporti con organizzazioni terroristiche, ipotesi rilanciata più volte dal ministro Gideon Sa’ar, che ha attribuito alla Flotilla legami con Hamas. Una ricostruzione respinta dal capo della diplomazia spagnola José Manuel Albares, che ha smentito «qualsiasi legame di Abukeshek con organizzazioni terroristiche» e ha convocato per due volte l’incaricata d’affari israeliana a Madrid, sfidando il governo Netanyahu: «Se hanno le prove le mettano sul tavolo». Durante i nove giorni di prigionia, secondo quanto riferito dal personale consolare di Brasile, Spagna e Svezia, i due sarebbero stati portati in aula con le catene ai piedi e tenuti in celle con la luce sempre accesa, finendo sotto videosorveglianza costante per il rapido peggioramento delle condizioni di salute legato allo sciopero della fame. Critiche al fermo sono arrivate anche dal presidente brasiliano Lula, che ha invocato «una reazione collettiva» della comunità internazionale, e dall’Onu, secondo cui «non si può criminalizzare la solidarietà». Dalla Flotilla, ora attraccata a Marmaris in Turchia e pronta a ripartire verso Gaza, l’avvertimento finale: «Non smetteremo di chiedere a Italia e Ue chiarimenti, accertamento delle responsabilità e sanzioni contro Israele per l’ennesima violazione del diritto internazionale».

