Una barca della seconda guerra mondiale salpa per una spedizione di 5 anni in giro per il mondo per studiare lo stato di salute delle mangrovie – Il video
Esiste una nave che non viaggia solo con un equipaggio di marinai, ma che a bordo ha anche ricercatori, giovani, scrittori e artisti. Questo equipaggio così eterogeneo è il centro di una spedizione che, per i prossimi cinque anni, seguirà la cintura equatoriale per documentare lo stato di salute delle mangrovie. La spedizione è accompagnata anche dallo spirito del famoso marinaio di Hugo Pratt, Corto Maltese.
Una spedizione di cinque anni
La Fleur de Passion è partita dal Portogallo a maggio del 2026 ed è diventata un vero e proprio laboratorio galleggiante. Il viaggio punta prima verso sud, in direzione del Gambia, per poi continuare verso il Brasile. Nel 2027, la spedizione attraverserà il Canale di Panama per poi navigare nelle profondità del Pacifico, dalle Galápagos alla Nuova Caledonia. Il 2028 sarà dedicato alla scoperta del Triangolo dei Coralli e dell’Asia, esplorando Indonesia e Vietnam, mentre il 2029 vedrà la nave solcare l’Oceano Indiano tra le Maldive e il Madagascar, fino ad arrivare al Capo di Buona Speranza. Dopo un’ultima risalita dell’Atlantico, il veliero rientrerà nel Mediterraneo con arrivo previsto a Genova alla fine del 2030. Un viaggio che chiunque potrà seguire in tempo reale attraverso gli aggiornamenti sul sito della Fondazione.

Un ecosistema in pericolo
Le foreste di mangrovie rappresentano uno degli ecosistemi costieri più preziosi del pianeta, perché agiscono come barriere naturali, filtri per l’acqua e sono anche dei serbatoi di carbonio. Ma oggi, come riporta la lista rossa degli ecosistemi del 2024, la metà delle mangrovie mondiali è a rischio scomparsa entro il 2050. Il collasso di questo ecosistema non avrebbe solo conseguenze ambientali, ma anche un impatto socio-economico enorme, stimato in 336 miliardi di dollari entro il 2050 a causa del rilascio dei gas serra contenuti nelle radici. Proprio per questo uno degli obiettivi della spedizione è, grazie alla collaborazione con l’Università di Ginevra, creare un database accessibile a ricercatori e decisori politici in modo da trasformare l’osservazione sul campo in uno strumento concreto di tutela climatica e salvaguardia della biodiversità.
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Un viaggio con Corto Maltese
La presenza simbolica di Corto Maltese a bordo nasce dalla collaborazione con CONG SA, l’organizzazione che custodisce l’eredità artistica di Hugo Pratt. Sarà Marco Steiner a salire a bordo per tradurre il viaggio in un nuovo romanzo edito da Rizzoli. Il legame tra i due nasce alla fine degli anni 80 in modo singolare: Steiner era il dentista di Pratt, ma tra una seduta e l’altra, il rapporto si trasforma in un dialogo su viaggi e avventure. Questa intesa lo porta a diventare lo storico collaboratore di Pratt, ripercorrendo per anni le rotte di Corto Maltese per restituirne la verità geografica. A maggio Steiner partirà per cinque anni di navigazione per dare vita a un romanzo dove il mito del marinaio gentiluomo incontra la realtà dei cambiamenti climatici.
La fondazione Pacifique
Nata a Ginevra nel 2002, la Fondazione Pacifique è un’organizzazione non-profit che trasforma l’oceano in un terreno di apprendimento tra scienza, arte e sociale. L’idea nasce da un gruppo di amici che ha dato una seconda vita alla Fleur de Passion, un’ex nave da guerra della Seconda Guerra Mondiale trasformata in spazio di crescita per adolescenti in situazioni di fragilità. Dopo anni di missioni internazionali, dalla navigazione sulle tracce di Magellano ai quattro anni di monitoraggio ambientale nell’Oceano Artico, la Fondazione conferma l’impegno verso i giovani come pilastro centrale anche per la spedizione 2026-2030. Come spiegato durante la conferenza stampa, la barca funziona come un «acceleratore di particelle». Stare in mare senza distrazioni digitali e senza via di fuga, permette ai giovani di crescere e di trasformarsi molto più velocemente che a terra. L’impatto di questo metodo, misurato dalle Università di Ginevra e Tolosa, mostra che il 50% dei ragazzi che vive questa esperienza si inserisce con successo in percorsi scolastici o lavorativi dopo il rientro.


