Spostare le case per salvarle dall’oceano: il caso della North Carolina – Il video
Nel 2024, Donald Trump aveva ironizzato sull’innalzamento dei mari sostenendo che avrebbe creato «più case con vista sull’oceano». La realtà, però, è ben diversa. Il cambiamento climatico non sta regalando nuove opportunità immobiliari, ma sta distruggendo quelle esistenti. Invece di guadagnare metri di spiaggia, molte comunità costiere stanno perdendo le loro case. Un esempio evidente, riportato anche dal The Guardian, arriva dalla Carolina del Nord dove sull’isola di Hatteras, da settembre, oltre 19 abitazioni sono state spazzate via dall’oceano. Quelle rimaste non sono al sicuro e spesso devono essere spostate per evitare lo stesso destino.
Un’isola che si restringe
Hatteras fa parte delle Outer Banks, una serie di isole sabbiose da sempre soggette a cambiamenti naturali. Tuttavia, negli ultimi anni il fenomeno dell’erosione si è intensificato in modo preoccupante. Il mare avanza, le spiagge scompaiono e le dune non riescono più a proteggere le abitazioni. In alcuni casi, interi tratti di costa sono spariti nel giro di pochi mesi, lasciando le case direttamente esposte alle onde. Gli esperti spiegano che non esiste una soluzione definitiva. Interventi come il rifacimento delle spiagge o la costruzione di barriere possono rallentare temporaneamente l’erosione, ma spesso finiscono per spostare il problema in altre zone. Per questo si parla sempre più di ritirata controllata, cioè abbandonare gradualmente le aree più a rischio. Nonostante ciò, molti abitanti scelgono di restare, legati alla loro terra e alla comunità.
@epic.shutter.photography October 28, 2025, the third and fourth house to fall in Buxton, North Carolina today. #OuterBanks #NorthCarolina #Buxton #HouseCollapse ♬ Five Feet High and Rising – Johnny Cash
Mettere le case su ruote per salvarle
Per evitare di perdere completamente le abitazioni, alcuni proprietari hanno adottato una soluzione tanto insolita quanto concreta: spostarle. Il processo è complesso e richiede diverse fasi. Prima si scollegano tutti gli impianti, come elettricità, acqua e fognature. Poi la struttura della casa viene rinforzata per evitare danni durante il trasporto. Successivamente l’edificio viene sollevato con grandi martinetti idraulici e appoggiato su travi d’acciaio. A questo punto vengono inseriti sistemi mobili, come ruote o piattaforme, che permettono di trascinare la casa lentamente su piastre metalliche posate sulla sabbia. Il trasferimento avviene molto lentamente, spesso a pochi metri all’ora, fino a raggiungere una nuova posizione più lontana dall’oceano, anche centinaia di metri nell’entroterra. Il costo di queste operazioni può arrivare fino a circa 300.000 dollari per una singola casa. Non è una soluzione definitiva, perché l’erosione continua, ma permette di guadagnare tempo e continuare a utilizzare l’edificio.
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@epic.shutter.photography March 10, 2026, batter pilings were placed around the southern most oceanfront house in Buxton, NC on Old Lighthouse Road. The recent storms and coastal erosion caused the house to have some damage and to lean. Batter pilings are structural piles driven into the ground at an angle rather than vertically to provide high lateral load-bearing capacity against wind, waves. Hoping to buy the house more time until the proposed Jetty rebuild and beach nourishment is complete. Lightning Marine Construction installed the piles. The prime contractor was SeaQuest Construction and Crum Works Inc assisted with the excavation. Stay tuned for the video of the process. #Buxton #NorthCarolina #EpicShutterPhotography #coastalerosion #coastalhome ♬ original sound – Epic Shutter Photography
E in Italia? Le aree a rischio
Situazioni simili potrebbero verificarsi anche in Italia. Le zone più vulnerabili sono quelle basse e vicine al mare, come il delta del Po, la laguna di Venezia e diverse città della costa adriatica, tra cui Ravenna e Rimini. In queste aree l’erosione delle spiagge e l’innalzamento del livello del mare sono già evidenti. A Venezia, per esempio, il sistema MOSE è stato progettato per difendere la città dalle acque alte, ma è una soluzione costosa e non risolve il problema nel lungo periodo. Anche lungo l’Adriatico si utilizzano barriere, ma, come nel caso di Hatteras, questi interventi possono solo rallentare il fenomeno. Per questo motivo, anche in Italia in futuro potrebbe diventare necessario spostare edifici o rinunciare ad alcune aree costiere. L’esempio di Hatteras mostra in anticipo cosa potrebbe accadere: non più nuove case vista mare, ma territori che si riducono e comunità locali costrette ad adattarsi.
@worldeconomicforum They built a mobile barrier to battle increasingly menacing floods #flood #venice #italy #sea #sea #ocean #climatechange ♬ original sound – World Economic Forum
