Francesca Albanese, gli Usa tornano alle sanzioni

Gli Stati Uniti hanno reintrodotto le sanzioni contro Francesca Albanese, esperta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi. Una corte d’appello Usa ha annullato un precedente provvedimento che le vietava. Un avviso pubblicato sul sito web del Dipartimento del Tesoro ha reso noto che il nome di Albanese nell’elenco dei sanzionati è stato reintrodotto. Albanese è stata inserita in una lista nera a livello globale che le impedisce di utilizzare le principali carte di credito o di effettuare transazioni bancarie. La cittadina italiana ha ripetutamente criticato il trattamento riservato da Israele ai palestinesi nel suo ruolo di relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.
La sospensione della sentenza precedente
La mossa del Tesoro statunitense è arrivata dopo che venerdì una corte d’appello ha emesso una sospensione amministrativa su una precedente sentenza mentre il tribunale valuta il merito del caso. La causa era stata intentata dal marito di Albanese Massimiliano Cali per conto di loro figlio, cittadino statunitense ancora minorenne. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, annunciando le sanzioni contro di lei nel luglio dello scorso anno, ha affermato che la donna aveva «diffuso un antisemitismo sfacciato, espresso sostegno al terrorismo e aperto disprezzo per gli Stati Uniti, Israele e l’Occidente». Albanese nega le accuse di antisemitismo, mosse anche da Israele.

