Iran, il New York Times: «Inviata a Teheran la proposta di un accordo inasprita da Trump» – La diretta

«I negoziati procedono lentamente, ci vuole tempo. Non ho fretta». A dirlo è Donald Trump dopo il mancato raggiungimento di un’intesa con l’Iran per due dossier in particolare: il nucleare e lo stretto di Hormuz. Proprio per questo, il presidente statunitense avrebbe deciso di rivedere i termini dell’accordo in discussione con Teheran. Secondo tre funzionari citati dal New York Times, Trump avrebbe irrigidito le condizioni di un potenziale accordo quadro con la Repubblica islamica e inviato le nuove proposte alle autorità iraniane per una valutazione. Tutti gli aggiornamenti
Foto copertina: ANSA/ Abedin Taherkenareh | Un uomo tiene in mano la bandiera nazionale dell’Iran davanti a un grande cartellone anti-statunitense raffigurante Donald Trump, a Teheran, il 28 maggio 2026
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Nyt: «Inviata all'Iran la proposta di accordo inasprita da Trump»
Secondo tre funzionari, il presidente Trump ha inasprito i termini di un potenziale accordo quadro per porre fine alla guerra in Iran e ha rinviato le modifiche proposte al Paese per la sua valutazione. Lo scrive il New York Times. Un funzionario ha aggiunto che Trump era frustrato dalla lentezza con cui l’Iran ha risposto alle proposte Usa e ha inoltre affermato che le modifiche apportate da Trump – una nuova proposta più rigida – erano probabilmente volte ad accelerare il processo, esercitando pressione sull’Iran affinché accettasse il quadro quadro già inviato alla Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, per l’approvazione.
I ritardi per Khamenei
Raggiungere la Guida Suprema si è rivelato difficile, pertanto qualsiasi modifica al documento, noto come memorandum d’intesa, potrebbe comportare ulteriori ritardi, prosegue il quotidiano americano. Non è stato immediatamente chiaro quali modifiche siano state apportate al testo dell’accordo. Due funzionari hanno affermato che Trump sarebbe preoccupato per alcune parti che prevedevano lo sblocco dei fondi destinati all’Iran. Aveva criticato aspramente il presidente Barack Obama per aver fatto lo stesso nell’accordo firmato oltre dieci anni fa per limitare il programma nucleare iraniano. Le proposte sono state elaborate con il coinvolgimento di intermediari, tra cui il Pakistan.
Idf: «Conquistato il castello crociato di Beaufort, nel sud del Libano»
Le truppe israeliane hanno conquistato lo strategico Castello di Beaufort, costruito dai Crociati, nel sud del Libano. Lo annuncia l’esercito, citato dal Times of Israel, mentre l’Idf continua ad ampliare la sua offensiva di terra contro Hezbollah. L’Idf afferma di aver lanciato nei giorni scorsi un’operazione di terra nella zona di Beaufort Ridge e del torrente Wadi Saluki, «per distruggere le infrastrutture di Hezbollah ed eliminare i terroristi, nell’ambito del rafforzamento del controllo operativo nel Libano meridionale e della rimozione della minaccia diretta alla Galilea e a Metula», nonché per «estendere la linea di difesa avanzata». I soldati hanno attraversato l’ansa a 90 gradi del fiume Litani, proprio di fronte alla città di confine di Metula, e sono avanzati verso il castello, che domina la Galilea nel nord di Israele, e la zona di Nabatieh nel Libano meridionale. L’Idf afferma di aver esteso i raid nelle aree a nord del fiume Litani e che l’operazione si sta «estendendo ad altre zone».
Cosa ospita l’area di Beaufort?
L’area di Beaufort e Wadi Saluki ospita «significative» infrastrutture di Hezbollah, che secondo l’Idf sono state realizzate con l’assistenza iraniana, «da cui i terroristi di Hezbollah hanno gestito i combattimenti e compiuto numerosi attentati terroristici». Secondo quanto riferito dall’esercito, centinaia di razzi sono stati lanciati dalla zona contro Israele e le truppe nel Libano meridionale. Le forze dell’Idf «stanno operando vicino a Nabatieh, un’importante roccaforte di Hezbollah nel Libano meridionale, e sono pronte ad ampliare l’offensiva se necessario», afferma l’esercito. Prima dell’offensiva di terra, l’aviazione israeliana aveva effettuato attacchi «massicci» contro le infrastrutture di Hezbollah nella zona. Sono stati condotti anche bombardamenti di artiglieria e carri armati. L’Idf afferma inoltre di aver colpito «posizioni strategiche, di aver cercato e neutralizzato infrastrutture militari nell’area di Litani e di aver svolto attività di ingegneria essenziali per creare le condizioni necessarie all’operazione offensiva».

