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Trump deve togliere il suo nome dal Kennedy Center, la decisione del giudice: «È illegittimo». L’ira del presidente Usa

30 Maggio 2026 - 06:40 Alessandra Mancini
rivolta artisti kennedy center trump
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Lo ha stabilito il giudice federale Christopher R. Cooper della Corte Distrettuale di Washington: «È stato il Congresso a conferire il nome al Kennedy Center, e solo il Congresso può cambiarlo»
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Il nome di Donald Trump sulla facciata del Kennedy Center e ogni materiale di branding ufficiale va rimosso. Lo ha stabilito il giudice federale Christopher R. Cooper della Corte distrettuale di Washington, che ha dichiarato «illegittima» la decisione del consiglio di amministrazione dell’istituzione culturale di aggiungere il nome del presidente americano all’intitolazione del celebre centro per le arti performative. Nella sua ordinanza di 94 pagine, Cooper ha sottolineato che la legge con cui il Congresso istituì il John F. Kennedy Center for the Performing Arts è inequivocabile: il centro è dedicato alla memoria del presidente John Fitzgerald Kennedy e soltanto il Congresso può modificarne la denominazione. «È stato il Congresso a conferire il nome al Kennedy Center, e solo il Congresso può cambiarlo», ha scritto Cooper, secondo il New York Times

L’ordinanza del giudice

La sentenza rappresenta una battuta d’arresto per il consiglio direttivo dell’ente, composto in larga parte da alleati di Trump, che nel dicembre scorso aveva approvato l’aggiunta del nome del presidente all’intitolazione ufficiale. In seguito alla decisione, sulla facciata dell’edificio era comparsa la scritta: «The Donald J. Trump and the John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts». Il giudice ha inoltre sospeso temporaneamente il piano di chiusura del centro previsto per l’estate. La decisione arriva dopo mesi di polemiche seguite all’annuncio di Trump, che a febbraio aveva sostenuto la necessità di interrompere le attività per due anni al fine di realizzare un ampio programma di ristrutturazione.

Come è partita l’azione legale contro Trump?

Secondo Cooper, il consiglio di amministrazione non disponeva di informazioni sufficienti per approvare una misura tanto rilevante. «Nessuno dei componenti del consiglio aveva elementi adeguati per assumere una decisione ponderata sulla chiusura del centro», ha scritto il giudice, precisando tuttavia che l’organo potrà riesaminare la questione in futuro, purché sulla base di una valutazione approfondita e indipendente. Il magistrato ha richiamato anche il dovere dell’istituzione di preservare la memoria del presidente Kennedy, definendolo un «solenne obbligo». L’azione legale era stata promossa dalla deputata democratica dell’Ohio Joyce Beatty, membro di diritto del consiglio direttivo del Kennedy Center. Beatty aveva contestato sia il cambio di denominazione sia il progetto di chiusura, sostenendo che quest’ultimo fosse stato ideato anche per «nascondere il calo delle vendite dei biglietti» registrato negli ultimi mesi.

L’ira di Trump

La reazione di Trump non si è fatta attendere. In un lungo messaggio pubblicato sui social, il presidente statunitense ha attaccato duramente Cooper, ricordando che il giudice fu nominato dall’allora presidente Barack Obama. Trump ha definito «sconcertante» la decisione di bloccare i lavori di ristrutturazione, sostenendo che il Kennedy Center versa da anni in condizioni di degrado e necessita di interventi strutturali urgenti. «Purtroppo, il giudice Cooper e la Sinistra Radicale preferirebbero vederlo morire piuttosto che permettere al presidente Trump di trasformarlo in qualcosa di cui tutti potrebbero essere orgogliosi, proprio come ho fatto, in molti casi, nel corso della mia vita», si legge nel post. Secondo Trump, l’obiettivo della sua amministrazione era trasformare il Kennedy Center «nella migliore struttura del suo genere al mondo». Un risultato che, a suo dire, non sarebbe stato possibile raggiungere senza una chiusura temporanea per consentire i lavori di ristrutturazione. Il presidente ha inoltre difeso la decisione del consiglio di amministrazione di aggiungere il suo nome all’istituzione, ricordando che il provvedimento era stato approvato all’unanimità dai 36 membri del cda.

«Non mi occuperò più del Kennedy Center, lo farà il Congresso»

Nel suo post, Trump ha anche accusato il Kennedy Center di aver accumulato negli anni perdite economiche per centinaia di milioni di dollari, attribuendone la responsabilità alle precedenti gestioni. «Avevo accolto con grande orgoglio il compito di rilevare un’istituzione in perdita, animato dal desiderio di trasformarla in un’entità di grande successo e prestigio per Washington e, di fatto, per gli interi Stati Uniti d’America», ha scritto. Il presidente ha quindi annunciato di aver dato mandato al Dipartimento del Commercio di avviare le interlocuzioni necessarie con il Congresso. «Ho incaricato il Dipartimento del Commercio di prendere tutti i necessari accordi con il Congresso per consentire un trasferimento pieno e completo di questa istituzione, affidando a quest’ultimo la responsabilità della sua gestione operativa, della sua manutenzione e della sua amministrazione», ha concluso.

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