
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Questo di Sal Da Vinci è un disco che, semplicemente, non funziona. Non perché siamo degli snob che bollano il neomelodico come pop di serie C, ma perché il prodotto in sé non ci è affatto arrivato come autentico. Intanto lo stesso Sal Da Vinci lo divide in due parti, nella prima a fare da capoclasse Per sempre sì, un brano neomelodico chirurgicamente trasformato in una hit sanremese da alcune cinture nere di hitmaking: Federica Abbate, Alessandro La Cava, Eugenio Maimone e poi Federico Mercuri e Giordano Cremona, che poi sarebbero Merk & Kremont, producer milanesi ultracool lontani chilometri dalle atmosfere all’antica di un signore quasi sessantenne come Sal Da Vinci. Che forse esaurisce i soldi nella carta di credito al brano numero sette, così nella seconda metà del disco si ritorna alla napoletanità più autentica, un paio di pezzi di Gigi D’Alessio, un pezzo con il figlio FDV, e poi naturalmente Rossetto e caffè, brano senza il quale l’Italia mainstream farebbe una faccia perplessa sentendo il nome Sal Da Vinci. Insomma tutta roba se non composta male, sicuramente grigia e prescindibile. L’impressione è che un artista di enorme spessore, solido, che porta avanti con grande sacrificio e professionalità una certa tradizione, sia stato catapultato nel sogno di una popstar, come fosse una commedia americana anni ’80, ma poi quella realtà felice in cui si è osannati, in cui si finisce perfino all’Eurovision Song Contest, così lontano da Napoli, prenda il sopravvento, costringendoti a trovare un compromesso tra quello che sei e quello che vuole il pubblico. Così, ta-da, arriva Per sempre sì, in cui il ritmo serrato, cafunciell, apre praterie per una melodia quadratissima e particolarmente catchy. Ecco, questo disco può essere valutato sotto due aspetti: il primo, in cui questo compromesso, piuttosto goffamente, si materializza, e il secondo, in cui viene fuori il sacrosanto anacronismo di un signore, vero ma d’altri tempi, che quando si concentra sul neomelodico non va oltre quei confini lì, nella media di tanti altrettanto bravi interpreti che girano nel sud d’Italia. Sal Da Vinci è un artista gigante, intendiamoci, ma questo disco non rende merito alla sua professionalità, cerca di proporlo per meno di quello che è, perché quello che è non vende nulla e c’è un Sanremo vinto a sorpresa da far fruttare, e la cosa è davvero deprimente. Poi, se vogliamo concentrarci sul sodo: a parte Per sempre sì e Rossetto e caffè, che funzionano che è una meraviglia, le canzoni sono tutte assai bruttarelle.
- 1/33Gabry Ponte e Salmo – Tik Tak
- 2/33Guè, TonyPitony e Shablo – Cadillac
- 3/33Raf – Pazzi stupidi ragazzi
- 4/33J-Ax – Hippy ya yo (però anche no)
- 5/33Ministri – Canzoni ombra
- 6/33Tormento e Ernia - Allontanarsi
- 7/33Noemi – Tu cosa fai questa sera
- 8/33Malika Ayane – Una possibilità
- 9/33Maria Antonietta e Colombre – Senza vestiti
- 10/33Mara Sattei feat. Enrico Nigiotti – Sabato sera
- 11/33MadMan – MM Vol. 5
- 12/33Patty Pravo e Elasi – La viaggiatrice You
- 13/33Sal Da Vinci – Per sempre sì
- 14/33Orietta Berti feat. Il rosso e Iaem – Quadri cuori picche fiori
- 15/33Nicolò Filippucci – Mantra
- 16/33Brusco – Croccante
- 17/33Federica Abbate – Superman
- 18/33Néza feat. Baby Gang – Trafficante 3arbi
- 19/33Santi Francesi - Guerrilla
- 20/33MV Killa – Tutto o niente
- 21/33Shade – Toxic
- 22/33Valeria Marini – Divina
- 23/33Francesco Salvi – Ti Posto
- 24/33Elena D’Elia – Non è mica fantasia
- 25/33Rrari Dal Tacco – Dal Tacco
- 26/3318K – Io
- 27/33Ste – Protagonista
- 28/33Patrizia Laquidara e El Coco – Ti saluto con la mano
- 29/33Baltimora – In tasca
- 30/33Mew – Vaffa*amore
- 31/338Blevrai – Malamente
- 32/33Adriana – Zam zam
- 33/33Giorgio Consoli - Nostra signora del buio