Comunali, a Vigevano Forza Italia ribalta la partita del centrodestra. Al ballottaggio vince senza Lega e Vannacci

A Vigevano Forza Italia neutralizza Vannacci, con una vittoria netta sulla candidata del Campo Largo al ballottaggio delle elezioni comunali. Paolo Previde Massara, chirurgo dell’ospedale cittadino, sostenuto dagli azzurri e dalla lista civica Lab27029, è il nuovo sindaco della città ducale. Batte al secondo turno Rossella Buratti, candidata del centrosinistra allargato, con il 57,28% dei voti contro il 42,72%. Sono 12.206 i voti per Previde Massara, contro i 9.102 per Buratti, che aveva chiuso il primo turno in testa anche grazie alle divisioni nel centrodestra.
Qui, più che altrove, la tornata amministrativa aveva infatti fotografato la frantumazione della coalizione, sancita anche dal piccolo exploit dei vannacciani in città: Forza Italia da una parte, Lega e Fratelli d’Italia dall’altra, e poi una lista civica che rimanda a Futuro Nazionale (il partito di Roberto Vannacci ufficialmente non ha depositato liste in queste amministrative), ‘Vigevano Futura‘, capace di raccogliere un sorprendente 14,21% con Furio Suvilla. Un bottino che, sulla carta, poteva condizionare il secondo turno. Non è andata esattamente così.
Il centrodestra diviso e la rimonta azzurra
Al primo turno Buratti era arrivata davanti con il 34,31%, sostenuta da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Azione, Italia Viva, Rifondazione e liste civiche. Previde Massara si era fermato al 24,38%, davanti di poco all’ex assessore leghista Riccardo Ghia, candidato con Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, al 21,45%. Più indietro, ma con numeri tutt’altro che marginali, Suvilla.
Il ballottaggio ha ribaltato completamente lo scenario. Previde Massara raddoppia quasi il suo consenso, passando da 5.963 a 12.206 voti: oltre seimila preferenze in più. Cresce molto meno Buratti, da 8.390 a 9.102 voti. I flussi elettorali elaborati da YouTrend permettono di leggere meglio la rimonta: Previde Massara ha ricompattato soprattutto l’elettorato di Ghia, il candidato sostenuto al primo turno dagli alleati: l’81% dei suoi elettori ha scelto il candidato di Forza Italia. Più sfumato il comportamento del bacino vannacciano. Tra gli elettori di Furio Suvilla, il 52% non è tornato alle urne, seguendo in qualche modo l’indicazione arrivata dal partito di Roberto Vannacci, che aveva invitato gli elettori ad annullare la scheda o a votare scheda bianca. Il 41% ha votato Previde Massara e solo il 7% Buratti, segno che i voti conquistati al primo turno provenivano prevalentemente dall’elettorato di centrodestra. Un boicottaggio, insomma, che non ha impedito però a Forza Italia di vincere né ha favorito davvero il campo largo.
A completare il quadro c’è anche l’affluenza. Al secondo turno ha votato il 45,54% degli aventi diritto, in netto calo rispetto al 52,03% del primo turno. Meno voti, ma una scelta netta.
Il test per Vannacci
Per i fedelissimi del generale, Vigevano poteva essere l’occasione per fare da ago della bilancia e flettere i muscoli dentro il centrodestra, con un margine di più di tremila voti. In parte l’obiettivo è stato centrato: oltre metà dell’elettorato di Suvilla si è fermato all’astensione, in linea con l’indicazione ricevuta. Ma nonostante questo Futuro nazionale non è riuscito a bloccare la corsa di Previde Massara né a spostare davvero l’esito del ballottaggio. Forza Italia ha beneficiato del travaso compatto degli elettori di Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Non a caso Alessandro Sorte, segretario regionale lombardo degli azzurri, ha parlato subito di «vittoria storica» e rivendicato il successo «contro il campo largo e contro Vannacci». A Vigevano, insomma, si giocava una partita tutta interna alla destra.
Lega fuori dal ballottaggio
La sconfitta più pesante resta, invece, quella in casa Carroccio. Dopo vent’anni nella maggioranza cittadina e gli ultimi anni alla guida del Comune, la Lega non solo non è riuscita a portare il proprio candidato al secondo turno, ma deve assistere alla vittoria dell’alleato-rivale azzurro. Conquistando un solo seggio in consiglio comunale.

