Pd Lombardia, alle Feste dell’Unità l’AI “ascolterà” i bisogni dei cittadini

Cosa ne avrebbe pensato Enrico Berlinguer dell’AI? E Palmiro Togliatti si sarebbe fermato a un totem di una Festa dell’Unità per scannerizzare un QR code? Paradossi spazio-temporali a parte, la risposta a entrambe le domande è probabilmente sì, se i due storici leader della sinistra avessero saputo che era quella la via per intercettare nuovi elettori e soprattutto tendere l’orecchio alle loro istanze. Il mondo di oggi è irriconoscibile anche solo rispetto a quello del 1984, quando – 42 anni fa esatti ieri, proprio sul palco di una Festa dell’Unità – morì l’ultimo grande leader del Pci.
La partecipazione elettorale crolla verticalmente, quella alla vita dei partiti non va più di moda da un pezzo. Ma non significa che le persone non abbiano più idee, esigenze, priorità, e perché no voglia di mettersi in gioco. Nasce da qui l’idea partorita in Lombardia dal Pd di Elly Schlein di provare ad aprirsi all’ascolto dei cittadini usando i potenti mezzi offerti dalle nuove tecnologie. E così quest’estate alle Feste dell’Unità della Regione – oltre che online – militanti e simpatizzanti potranno dire la propria sulle grandi sfide socio-economiche che riguardano il futuro della Lombardia. Scannerizzando un QR code e rispondendo a una serie di domande.

QR code e 26 quesiti: come funziona la campagna
La campagna d’ascolto lanciata oggi dal Pd si chiama «Lombardia, che programmi hai?» e con lo sguardo lungo puntato sulle Regionali del 2028 punta a sondare il terreno sulle opinioni degli elettori – accertati o potenziali – su una serie di grandi sfide: dalla casa ai trasporti, dall’ambiente al lavoro, dalla sanità alla sicurezza. Le persone che si vorranno prestare all’esercizio “atterreranno” in concreto su una piattaforma dedicata da dove potranno dire la loro su 26 affermazioni chiave. La metodologia di Pol.is, lo strumento digitale di democrazia partecipativa già sperimentato con successo dalla Francia a Taiwan, prevede infatti di sondare il terreno e individuare poi tramite l’AI le «aree di consenso» emergenti esprimendo essenzialmente un accordo o disaccordo a una serie di affermazioni chiave, e divisive. Esempi concreti strettamente correlati alle preoccupazioni di chi (soprav)vive nelle grandi città come Milano. «Per rendere gli affitti accessibili lo Stato dovrebbe calmierare i prezzi anche sui privati?». E per arrivare ad accorciare le liste d’attesa – più facile a dirsi che a farsi – «Lo Stato dovrebbe obbligare gli ospedali pubblici ad assumere più medici e infermieri, anche se questo significa aumentare le tasse?»

La sfida (dal basso) alla destra in Lombardia
«La destra governa la Regione da 30 anni, eppure è davanti ai nostri occhi l’erosione del suo potenziale. La sua crescita del Pil ormai è livellata a quella nazionale, sotto l’1%, per una regione che dovrebbe essere uno dei “quattro motori d’Europa”, questa è una sconfitta», ha ricordato nel presentare l’iniziativa la segretaria regionale del Pd Silvia Roggiani. Per questo dai dem parte – parallelamente ai tavoli provinciali della più “classica” Conferenza programmatica – l’esercizio pubblico di ascolto. Per spingere la partecipazione, alle 100 Feste dell’Unità in programma nella lunga estate lombarda – da maggio a settembre – saranno distribuiti 60mila volantini informativi e ci si potrà cimentare con un apposito cruciverba su 70mila tovagliette dedicate. L’obiettivo, fa capire il Pd, è come si suol dire «aprire porte e finestre», mettersi in ascolto delle priorità dei cittadini e perché no anche sperimentare strumenti nuovi per fare politica sul territorio. Poi si vedrà.
L’esperimento e il nodo del follow-up
«L’ultimo rapporto “Gli Italiani e lo Stato” sottolinea come la fiducia nei partiti in Italia sia all’11 per cento. È un dato piuttosto tragico», ricorda senza mezzi termini Giovanni Diamanti di YouTrend, che ha collaborato alla costruzione del progetto. «In questo contesto negli ultimi anni e mesi abbiamo visto l’intelligenza artificiale utilizzata soprattutto per creare contenuti fake o per generare policy e programmi; insomma, più per dare risposte che per fare domande. Il lavoro di oggi si inserisce in modo interessante proprio qui, perché l’AI viene invece utilizzata per ascoltare, per generare partecipazione, per migliorarla e per ridurre la distanza tra partito e cittadino». Ma, ammonisce Diamanti stesso, «non è con un’iniziativa una tantum che si stravolge il rapporto tra politica e cittadino; è una sfida più ampia e questi sforzi saranno efficaci solo se rappresenteranno l’inizio di un percorso». Parola ai cittadini, dunque. Ma che i leader poi ascoltino e diano seguito agli input raccolti. In Lombardia e non solo.

