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Sarah e Alisya ritrovate, l’avvocato della madre incredulo: «Tutto un bluff, se avessi saputo avrei denunciato»

23 Giugno 2026 - 15:46 Matteo Revellino
Le parole di Enrico Mastantuono sul caso delle due ragazzine sparite e poi trovate in una casa di Formia. Al via il percorso di recupero in una casa famiglia
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«Se avessi saputo che la madre stava bluffando, ne avrei dato notizia all’autorità giudiziaria, anzitutto per le bambine». Sono le parole consegnate all’Ansa da Enrico Mastantuono, da anni avvocato di Valentina D’Acunto, madre di Sarah e Alisya, le sorelle di 12 e 16 scomparse e ritrovate il 21 giugno a Formia a casa di una parente. Mastantuono dunque dice di essere stato totalmente all’oscuro delle menzogne della donna. Ciò non significa però che farà passi indietro però: l’avvocato continuerà a rappresentare la madre delle sorelle, così come il padre della donna, Marco D’Acunto, e del compagno Vincenzo Esposito, tutti e tre raggiunti da un decreto di fermo con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. «Me lo impone il dovere professionale», ha aggiunto Mastantuono.

Il percorso per tutelare Sarah e Alisya

A parlare è anche il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, tutore legale di Sarah e Alisya dopo il loro ritrovamento. «Al momento si trovano in una casa famiglia, una struttura protetta. Stiamo valutando le azioni da mettere in campo per tutelare i loro interessi, ovviamente in attesa di capire l’evoluzione del tema giudiziario. Le incontrerò nelle prossime ore, dato che prima abbiamo voluto lasciare loro del tempo», dice Stefanelli all’Ansa. Quanto alla possibilità di un incontro con il padre, il sindaco dice di non avere al momento contezza dei tempi, ma che «l’obiettivo, come dice la sentenza del 28 maggio, è il recupero del rapporto con il genitore, e capire come si evolverà la vicenda con la madre». In ogni casom, spiega, saranno attivati dei percorsi di sostegno.

Il nonno e il compagno della madre «sono increduli»

Sono ora in isolamento, sorvegliati a vista, Vincenzo Esposito, 46 anni, e Marco D’Acunto, 62, rispettivamente compagno e padre di Valentina D’Acunto, la madre delle sorelline scomparse. I due sono nel carcere di Sulmona, mentre la donna è nella casa circondariale di Teramo. Tutti sono accusati di sequestro di persona aggravato in concorso. I due uomini, si apprende, mostrano l’atteggiamento di chi finisce in carcere per la prima volta. Il 46enne e il 62enne, riferiscono all’Ansa fonti penitenziarie, sembrano «increduli» per l’epilogo della vicenda, come se non avessero compreso la gravità delle azioni commesse.

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