Basi Usa, l’ira del governo su Rutte: «Mai partiti voli per bombardare l’Iran». Pd, M5S e Avs: «Meloni chiarisca in Aula»

È infuriato il ministro della Difesa Guido Crosetto per l’uscita a gamba tesa di Mark Rutte sui voli militari decollati dalle basi Usa in Italia per operazioni legate alla guerra in Iran. Crosetto per ora non ci mette la faccia, ma lo stupore per quelle dichiarazioni del capo della Nato a Fox News sui «500 voli partiti dalle basi in Italia» emerge chiaramente dalla nota affidata al ministero. «Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace, confondendo la tipologia dei voli autorizzati», replica a muso duro a Rutte la Difesa. «L’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche (legate a operazioni militari, ndr). Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi», mette i puntini sulle i il governo.
L’ira della Difesa su Rutte: «Verifichi prima di parlare»
Già nelle sue audizioni alle Camere degli ultimi mesi Crosetto – così come la premier Giorgia Meloni – aveva ricordato quel discrimine tra via libera o veto all’uso delle basi Usa in Italia. E il ministero oggi lo ricorda con tono piccato, in un inedito scontro aperto col segretario generale della Nato. «Sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione». Quanto a Rutte, Crosetto gli manda a dire per il tramite del ministero che «sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto ed avviene ogni giorno». Informazioni che difficilmente Rutte non ha, ma che evidentemente ha omesso nel suo messaggio “semplificato” via Fox News all’opinione pubblica Usa alla vigilia del suo incontro con Donald Trump.
Pd, Avs e M5S all’attacco: «Meloni chiarisca in Parlamento»
Quella arrivata del ministero della Difesa è la prima reazione del governo alle parole di Rutte. Un modo anche per stoppare le opposizioni, già salite sulle barricate per chiedere a Meloni stessa – attesa oggi a Berlino per il vertice E5 – di chiarire in Aula i contorni della vicenda. «Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana. È doveroso che la presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese», guida l’affondo del M5S di Giuseppe Conte. Richiesta analoga la avanza da Avs anche Nicola Fratoianni, secondo cui o dall’esecutivo «hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore. Si tratta di una vicenda gravissima qualunque sia la versione veritiera». E per Matteo Ricci del Pd «il governo Meloni ha appena trasformato l’Italia in una piattaforma di guerra senza dire una parola agli italiani, mentre faceva la sovranista sui social. Questo è il risultato dell’assenza di una politica estera».

