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Mark Rutte, la rivelazione sulla guerra che imbarazza Meloni: «500 voli partiti dalle basi Usa in Italia, aiuto enorme!» – Il video

24 Giugno 2026 - 12:50 Simone Disegni
Rutte Meloni
Rutte Meloni
Il capo della Nato oggi da Trump prova a mediare tra Europa e Usa: «Mai così forti». Ma il suo annuncio rischia di inguaiare la premier
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Se Giorgia Meloni ha deciso di archiviare lo scontro con Donald Trump, non rispondendo più ai suoi attacchi a ripetizione, a provare a rammendare i fili stracciati dei rapporti tra Europa e Usa è oggi Mark Rutte. Il segretario generale della Nato è atteso oggi alla Casa Bianca per incontrare Trump. Sul tavolo le conseguenze operative del Memorandum Usa-Iran, la guerra tra Russia e Ucraina e gli spiragli di negoziato con Vladimir Putin. Alla vigilia del vertice Nato, ad Ankara il 7 e 8 luglio, a Rutte preme però soprattutto puntellare l’unità d’intenti tra le due sponde dell’Atlantico, cercando di superare le divisioni dei mesi scorsi sulla guerra nel Golfo. In un’intervista a Fox News prima dell’incontro alla Casa Bianca, Rutte prova così a rivoltare la narrazione di quanto accaduto rispetto alle continue lamentele di Trump sulla carenza di supporto dagli alleati europei. Portando come esempio virtuoso di cooperazione militare, paradossalmente, proprio l’Italia di Giorgia Meloni.

Rutte: «500 voli per la guerra dalle basi Usa in Italia»

«Capisco perfettamente la delusione» del presidente Usa per le prese di distanza sulla guerra dei principali leader europei, ha detto Rutte. «Ma se prendiamo per esempio l’Italia, ben 500 aerei sono decollati dalle sue basi Usa a supporto dell’operazione Epic Fury: un numero enorme!», ha messo in evidenza il segretario generale della Nato, svelando cifre sin qui rimaste coperte dietro il segreto militare. Come a dire che i casi in cui l’Italia avrebbe negato l’uso delle basi – come a Sigonella – sono stati in realtà marginali rispetto a quelli in cui gli aerei Usa impegnati per la guerra in Iran hanno potuto muoversi liberamente dalle basi americane nella Penisola. Nei mesi della guerra d’altra parte Meloni e Crosetto avevano spiegato come i comandi militari italiani abbiano effettivamente negato l’uso delle basi per operazioni «cinetiche», cioè legate direttamente ai bombardamenti sull’Iran, ma non per operazioni logistiche e di supporto alle attività militari – per esempio il rifornimento di carburante.

La sviolinata a Trump: «Così ha reso Usa ed Europa più forti»

Nel complesso, ha aggiunto Rutte, dall’Europa sarebbero partite tra le 4 e le 5mila missioni di volo verso il Golfo nei mesi della guerra. E l’altro esempio d’impatto portato dal segretario generale della Nato è la Romania. L’aeroporto di Bucarest a un certo punto ha dovuto addirittura ridurre il traffico aereo commerciale perché serviva come deposito per le aerocisterne, ha svelato ancora Rutte. Quanto alle spese militari, ha proseguito nell’intervista a Bret Baier di Fox, gli aumenti di investimenti dei Paesi europei negli ultimi mesi sono «impressionanti, e ben più alti anche solo rispetto a quando ho iniziato a preparare per questo viaggio». Il successo di Trump, ha proseguito Rutte nell’ennesima sviolinata al presidente Usa, sta proprio nel fatto che «ha reso la Nato più forte e gli Usa più sicuri» spingendo gli alleati Nato ad aumentare le spese per la difesa. E anche i numeri di posto di lavoro che da questo s’ingenereranno sia in Europa che negli Usa, ha concluso Rutte, sono «massicci, un dividendo di difesa per l’economia che è tutto merito della sua leadership».

In copertina: Il segretario generale Nato Mark Rutte con la premier italiana Giorgia Meloni e quello olandese Dick Schoof all’ultimo vertice Nato – L’Aja, 25 giugno 2025 (Ansa/Epa – Robin Van Lonkhujsen)