La Spagna minaccia l’Italia: «Riaprite i confini». Chigi: «Stop almeno fino al 15». E Madrid impone controlli alle frontiere «per ritorsione»

È scontro aperto tra Madrid e Roma sul ripristino dei controlli alle frontiere. Dopo l’ultimatum del governo socialista di Pedro Sanchez e il netto rifiuto dell’esecutivo Meloni di revocare le misure introdotte nei confronti dei cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, Madrid ha deciso di alzare il tiro, annunciando l’introduzione di verifiche ai confini con l’Italia come «misura di ritorsione». Un provvedimento che entrerà in vigore – si legge nella nota del ministero dell’Interno – da mezzanotte di sabato e durerà fino al 7 settembre. Nel pomeriggio, Chigi aveva ribadito la propria posizione: «Non intendiamo in alcun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque fino a quando non saranno completamente esclusi rischi per la sicurezza e il terrorismo». La replica era arrivava dopo l’esortazione di Madrid, che aveva chiesto all’esecutivo italiano di revocare entro domenica 9 agosto i controlli reintrodotti il primo agosto in seguito alla crisi migratoria a Ceuta, avvertendo che, in caso contrario, avrebbe adottato «misure di risposta proporzionate». Che, in serata, sono arrivate.
La crisi di Ceuta e Schengen
Una settimana fa il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è stata assunta «a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere» che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto al Viminale. Dopo un confronto telefonico tra Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, «è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia».
Le reazioni
La decisione dell’Italia aveva provocato una serie di reazioni in Europa. La Francia aveva espresso solidarietà alla Spagna ricordando che Schengen non è in vigore a Ceuta. 22 Paesi avevano scritto alla Commissione Europea per chiedere la chiusura di Schengen verso la Spagna. Ma a Ceuta, l’Ue «ha superato la prova», aveva affermato il commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione Magnus Brunner al termine dell’ultima riunione, durata quasi tre ore, illustrando alla stampa gli esiti dell’incontro.
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Schengen
Il governo di Pedro Sanchez contesta le motivazioni adottate da Roma. Ribadendo che i migranti entrati in maniera irregolare a Ceuta la scorsa settimana «non hanno potuto né possono entrare liberamente nello spazio Schengen», poiché la città autonoma «ha un regime speciale con lo stesso». Madrid sottolinea che «la quasi totalità di loro è già tornata in Marocco». Ricordando che, secondo Frontex, l’Italia è lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari registrati negli ultimi anni, «con cifre che sono arrivate a raddoppiare quelle della Spagna».
L’europeismo
Nella nota Madrid invita Roma a rettificare e porre fine ai controlli introdotti il primo agosto e «trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei. «Se non lo facesse prima della conclusione di domenica 9 agosto, la Spagna si vedrà obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini», avverte Madrid. L’esecutivo conclude affermando: «Confidiamo che prevalga l’europeismo, il buon senso e la buona fede. I governi sono chiamati a promuovere l’intesa tra Paesi e l’interesse generale delle rispettive popolazioni, non a creare fratture e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne».
Piantedosi: «Ma sono blocchi mirati»
Per il ministro dell’Interno Piantedosi la sospensione «è una misura temporanea, vedremo dopo il 15 agosto. E’ fatta con modalità mirate, selettive, diretta a coloro i quali non sono appartenenti a Paesi dell’Unione Europea». Intervistato all’iniziativa di Fratelli d’Italia ‘Bar Italia’ a Sorrento ha poi aggiunto: «Non c’è alcun aggravio. Questa reazione scomposta nel dibattito nazionale è legata al fatto che si ritiene il governo spagnolo a guida socialista intangibile. Noi abbiamo adottato questa misura con l’unico obiettivo di tutelare la sicurezza nazionale».

