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Ceuta, Brunner richiama gli Stati Ue sui controlli alle frontiere: «Misure da utilizzare solo quando necessario»

06 Agosto 2026 - 16:54 Olga Colombano
Nella seduta straordinaria della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni il commissario degli affari esteri critica i controli interni alle frontiere e presenta il piano della Commissione in cinque punti
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«Comprendo pienamente le responsabilità legate alla gestione di queste crisi, ma trovo profondamente deplorevole che sia la ministra per la Migrazione, sia il Ministro dell’Interno spagnoli abbiano declinato il nostro invito». È con questa frase di Javier Zarzalejos, il presidente della commissione Libertà civili, la seduta straordinaria convocata dopo la crisi di Ceuta. Alla seduta hanno partecipato il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, e il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas Lara, che al termine degli interventi sono stati incalzati dalle domande dei gruppi parlamentari. Una seduta accesa dove non sono mancate neanche delle frecciatine alla premier Giorgia Meloni da parte del commissario europeo agli affari interni, Magnus Brunner.

Il racconto del sindaco di Ceuta

A prendere la parola per primo è stato il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas Lara, che ha restituito il punto di vista di una città che si è trovata improvvisamente al centro di una crisi migratoria. «L’umore dei cittadini di Ceuta è molto colpito, si sentono tristi, impotenti e preoccupati», ha raccontato, anche perché resta il senso di insicurezza per via le voci di un possibile nuovo tentativo di attraversamento il 15 agosto. «Non sappiamo se si ripeterà. Quello che è successo ha dimostrato che la nostra frontiera è vulnerabile», ha affermato. A preoccupare è anche la pressione sul sistema di accoglienza. «I centri per migranti sono in uno stato di collasso», ha spiegato il sindaco, parlando di «un’emergenza umanitaria di enorme portata», aggravata da problemi di ordine pubblico e da un crescente rischio per la sicurezza. 

La frecciatina del commissario agli Affari interni al governo italiano

Durante il suo intervento Brunner ha affrontato anche il tema della tutela dello spazio Schengen, lanciando un messaggio agli Stati membri che negli ultimi mesi hanno reintrodotto o rafforzato i controlli alle frontiere interne, tra cui l’Italia. Il commissario ha ricordato che, nel caso di Ceuta, «grazie alle regole speciali del codice frontiere Schengen l’integrità dell’area Schengen è stata pienamente preservata», spiegando che dall’exclave spagnola non è possibile raggiungere la Spagna continentale o gli altri Paesi dell’Unione. Pur comprendendo le esigenze dei governi nazionali di reagire alle pressioni migratorie, Brunner ha ribadito che i controlli alle frontiere interne «dovrebbero essere misure di ultima istanza, da utilizzare solo quando necessario e proporzionato». «Abbiamo una responsabilità collettiva nel proteggere l’integrità e la sicurezza dell’area Schengen e la nostra risposta deve rimanere coordinata, proporzionata e basata sulla realtà sul campo», ha aggiunto. Ricordando che come Unione è meglio privilegiare una gestione comune delle frontiere rispetto al ricorso a misure nazionali.

Le cinque priorità della Commissione

Per la Commisione la crisi di Ceuta ha dimostrato quanto rapidamente possa crearsi una pressione alle frontiere esterne dell’Unione, per questo sono state pensate cinque priorità per ridurre le possibilità di un’altra crisi del genere. Il primo punto riguarda il rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione, anche attraverso la possibilità di creare barriere fisiche «ove necessario». Il secondo riguarda la cooperazione con i Paesi terzi. Il terzo elemento è il rafforzamento dei sistemi di allerta e del monitoraggio delle piattaforme online per individuare in anticipo eventuali movimenti organizzati. Il quarto riguarda la lotta contro le reti di traffico di esseri umani. Per ultimo, la Commissione punta a rafforzare il sistema dei rimpatri, aumentando il ruolo di Frontex e migliorando la cooperazione.

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