Festival di Open 2026, Albanese: «Sono d’accordo con chi pensa che bisogna smettere di inviare armi a Kiev» – Il video
«Sono d’accordo con quelli che pensano che bisogna smettere di inviare armi all’Ucraina e riportare la discussione all’interno dello spazio politico». A dirlo sul palco del Festival di Open è la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese sui territori palestinesi occupati. «Non ce l’ho la soluzione per la fine della guerra – prosegue – ma sono convinta che la situazione in Ucraina la si stia strumentalizzando per giustificare quel discorso orribile che siamo già in guerra ed è una guerra ibrida».
Ucraina, Gaza e il «doppio standard» del diritto internazionale
Albanese ricorda come, di fronte all’invasione russa dell’Ucraina, la comunità internazionale abbia inizialmente applicato il diritto internazionale secondo i suoi principi fondamentali. «Quello che ho detto sin dall’inizio ai diplomatici che incontravo, soprattutto del mondo occidentale, è che quando c’è stata l’invasione russa dell’Ucraina avete applicato il diritto internazionale proprio seguendo i libri, i manuali, su come si risponde a un’aggressione, dalla A alla Z», afferma Albanese. La relatrice sottolinea quindi la distinzione tra le ragioni politiche e geopolitiche che possono aver contribuito allo scoppio di una guerra e la valutazione giuridica dell’atto di aggressione: «Ci sono una serie di motivi che hanno portato a quella guerra, ma la guerra rimane guerra ed è illegittima».
Nel caso dell’invasione russa è scattato immediatamente il pacchetto delle sanzioni. «E io ho detto: “Ma com’è possibile che, davanti a un caso che, dal punto di vista dell’aggressione, presenta delle similitudini – non sono situazioni uguali, però c’è comunque un’aggressione – come quella di Israele nei confronti della Palestina, non si faccia lo stesso?” E diversi interlocutori si sono irritati perché avevo osato fare un paragone», sottolinea. E poi ancora: «Credo che ci sia un calcolo politico che non nasce in Europa, ma all’interno della Nato, guidata dagli Stati Uniti. Penso sinceramente che possa fare comodo avere un’Europa debole e che, per questo motivo, quel fronte rimanga aperto, con un grande sacrificio di vite umane, prima di tutto quelle ucraine».
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