Francesca Michielin, Margherita Vicario, California e Francamente al Festival di Open: «Nell’arte le donne sono ancora un percentuale bassissima» – I video
«Gli artisti non sono delle suonerie da jukebox, sono persone che pensano e scrivono quello che vivono». Con queste parole Francesca Michielin ha aperto la riflessione sul ruolo della musica al Festival di Open a Parma, condivisa sul palco con Margherita Vicario nel panel dal titolo “Libere di fare rumore”. Un dialogo a due voci sull’esigenza di spezzare gli automatismi dell’industria discografica e rivendicare uno spazio d’espressione autonomo e consapevole. Michielin ha raccontato la scelta di salire sul palco del suo tour con una band interamente femminile: «Mi sono detta: se ho un minimo di responsabilità e di seguito, devo stare dalla parte giusta della storia. Se non iniziamo noi a dare fiducia alle professioniste, questo cambiamento non avverrà mai».
Margherita Vicario: «Nell’arte le donne sono ancora un percentuale bassissima»
A farle eco Margherita Vicario, fresca del successo del suo film Gloria!, che ha sottolineato la necessità di guardare ai dati reali e alla rappresentanza nell’arte: «Se guardiamo le classifiche, le donne sono ancora una percentuale bassissima. C’è un tema di affidabilità culturale per cui l’uomo sembra sempre più adatto a certi ruoli, ma le competenze ci sono e vanno pretese». Vicario ha anche ridimensionato l’ossessione per le metriche commerciali, contrapponendo al concetto di successo quello di realizzazione: «Il successo può portarti in alto e poi farti crollare se non riesci a bissare i numeri. La realizzazione è un percorso intimo di crescita: ho impiegato anni a trovare la mia strada, ma oggi so che la musica e il cinema sono lo strumento con cui racconto la società che mi circonda».
California, dal percorso in duo a quello da solista
Il racconto della musica è poi proseguito con l’intervista a California (Francesca Mesiano) nel panel “L’anno che verrà”, seguito da un’intensa esibizione live. L’artista, nota per il percorso in duo con i Coma_Cose, ha condiviso con il pubblico le emozioni e le incognite dell’inizio della sua avventura da solista. «Questo periodo rappresenta per me un lavoro profondo di deostruzione e ricostruzione», ha confidato California.
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«In un progetto a due c’è sempre un compromesso e un punto d’incontro nella narrazione; ora mi trovo ad affrontare da sola la scrittura e la responsabilità di ciò che porto sul palco». L’artista ha spiegato di essere al lavoro su un disco d’impronta schiettamente cantautorale: «Sarà un lavoro più cantato e meno punk rispetto al passato, incentrato unicamente sulla mia storia. Più che al risultato finale, mi sto affezionando al percorso e alla libertà di sperimentare senza paracadute».
Francamente: «Della mia musica spero rimanga un senso di leggerezza»
A chiudere la finestra sulla musica è stata Francamente (Francesca Sgarboldi) nel panel “I mille volti dell’elettronica d’autore”, culminato in una performance dal vivo che ha conquistato la piazza. La cantautrice ha ripercorso la genesi del suo nome d’arte, nato tra gli studi di filosofia e il desiderio di una ricerca espressiva senza filtri: «Francamente è un gioco di parole con il mio nome, ma è anche una dichiarazione d’intenti: cercare la sincerità nella musica, che per me significa cura artigianale, tempo e lavoro di squadra».
Commentando l’esperienza a X Factor, l’artista l’ha definita come «una sorta di borsa di studio a 28 anni, un’occasione di grande visibilità che mi ha permesso di dedicarmi interamente alla musica per un mese e mezzo». Francamente ha infine rivendicato la forza della scena emergente italiana: «C’è una fioritura incredibile di progetti sinceri, un ritorno all’uso delle macchine e alla ricerca del suono. La mia speranza è che della mia musica rimanga un senso di leggerezza non superficiale, capace di attraversare le cose con curiosità e senza rigidità»

