Pina Picierno al Festival di Open: «Elly Schlein succube di Conte pur di andare a Palazzo Chigi». La replica all’accusa di «guerrafondaia» – Il video
Il mondo di ieri, con le illusioni che pace e democrazia fossero «diritti naturali, è finito. Quello in cui siamo entrati è più pericoloso. Ma è dovere di una classe dirigente matura spiegare questa faglia storica ai cittadini e trarne le conseguenze. Ospite del Festival di Open, Pina Picierno traccia l’orizzonte culturale della sua nuova sfida politica, quello “Spazio pubblico” fondato a giugno scorso dopo aver lasciato il Partito democratico. «Una scelta certo non comoda», ammette la vicepresidente del Parlamento europeo, ma quella giusta, rivendica: «Ho partecipato alla fondazione del Pd da leader dei giovani della Margherita, ci credevo. Ma quando ti rendi conto che la casa che hai costruito è occupata da chi nega alcuni dei suoi valori fondanti, senza neppure il privilegio di poterne discutere in un congresso, devi trarne le conseguenze». D’altronde, ragiona Picierno ricalcando l’analisi svolta sullo stesso palco venerdì da Carlo Calenda, «l’Italia ha bisogno di un’offerta politica lontano dal populismo della destra ma pure da quello con la pochette di Giuseppe Conte, che ha egemonizzato il Campo largo trascinando il centrosinistra sino a farlo diventare una cosa diversa da quello in cui io ho creduto e militato».
Gli attacchi a Conte e Schlein
Al Festival di Open Picierno prova a smontare alcune delle accuse che regolarmente le piovono addosso. Prima di tutte, quella di essere una guerrafondaia. «Io sono cresciuta cantando “Bella Ciao”, siamo liberi di dire cosa pensiamo grazie al sacrificio dei nostri nonni. Nessuno ha voglia di andare in guerra, siamo tutti pacifisti, e la pace è la prima parola del nostro lessico. Ma quello che non dice Giuseppe Conte è che guerrafondaio non è chi difende le ragioni di un popolo aggredito, ma chi difende le ragioni della brutalità della forza militare per aggredire un popolo inerme». Eppure il vero cruccio di Picierno non è la linea ormai acquisita del Movimento 5 Stelle, ma il fatto che il Pd di Elly Schlein ne sia rimasto prigioniero. «Il grande problema di Schlein è aver lasciato fare Conte e subito questa egemonia in cambio di quel “testardamente unitario” che ha finito per significare una roba molto simile a “M’ingoio tutto pur di andare a Palazzo Chigi”. Questo non può essere l’impegno di una sinistra democratica che serve oggi all’Italia e all’Europa», affonda il colpo Picierno contro la sua ormai ex segretaria.
La difesa dell’Ucraina e il diritto da difendere
Consumata la rottura con il Pd, la vicepresidente del Parlamento europeo vuole ritagliarsi dunque il ruolo di chi spiega ai cittadini italiani la drammaticità della fase storica in cui siamo catapultati. «Con l’invasione dell’Ucraina nel 2022 abbiamo capito che il mondo in cui siamo cresciuti non esisteva più: quello in cui credevamo di poter appaltare la difesa agli Usa, il mercato alla Cina e l’energia alla Russia. Oggi il mondo è molto più pericoloso: non ci sono soluzioni semplici». Ma di certo il punto di partenza per chi crede nella libertà deve essere la difesa dell’Ucraina e il suo sostegno. «Significa difendere il principio che domattina Trump non si sveglia e si prende la Groenlandia, Xi Taiwan o Putin i Balcani. Perché come insegna Anne Applebaum l’autoritarismo è come un virus, non si ferma ai confini di un Paese».
Il riarmo d’Europa e la diplomazia impossibile con Putin
Picierno contesta pure altri due argomenti spesso utilizzati contro chi in Europa sostiene la necessità di investire nel riarmo. Primo, che l’Ue non abbia fatto nulla per tentare la via opposta, quella della diplomazia. «Tutti i leader europei hanno provato in tutti i modi a convincere Putin a ridimensionare le sue volontà imperialiste. Manco Trump stendendogli il tappeto rosso ci è riuscito. Chi lo propone ci dovrebbe spiegare cosa significa questa famosa “iniziativa diplomatica”: un Ufo che deve atterrare sul Cremlino?». Secondo, che investire nel potenziamento delle capacità di difesa significhi tagliare su altri capitoli di spesa, magari quelli legati a diritti fondamentali come salute o istruzione. «Ma perché mai? Gli italiani non sono scemi. Nei momenti più bui della storia hanno dimostrato si saper scegliere da che parte stare. E oggi noi abbiamo il dovere di spiegare che non ci sarà benessere individuale, stipendio, interesse del mutuo, nulla della nostra vita futura dei prossimi 10 anni che non dipenda da come l’Europa reagisce a questo momento. Sarà impopolare, ma è la cosa giusta», conclude Picierno.
In copertina: La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno al Festival di Open 2026 – Parma, 19 settembre 2026 (Beatrice Ratti)

