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Calenda al Festival di Open 2026: «Conte ha distrutto la sinistra, M5S pericoloso. I giovani Pd? Studino i partigiani» – Il video

18 Settembre 2026 - 17:46 Simone Disegni
Il leader di Azione ribadisce di voler andare al voto fuori dalle coalizioni: «Presenterò 10 punti». Gli attacchi al Campo largo: «Il Green Deal è demenziale»
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Il Movimento 5 Stelle è «pericoloso» per l’Italia, Giuseppe Conte è stato «il premier che ha sfasciato di più i conti del Paese», e con le sue scelte politiche «ha distrutto la sinistra italiana». Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda al Festival di Open. Intervistato sul palco di Parma da Franco Bechis e Sara Menafra, Calenda è un fiume in piena, e avvisa gli elettori: «Il tempo della politica ormai si è ridotto alle prossime 12 ore: o fai l’influencer o la gente si rompe. Ma l’unica cosa da fare in Italia sono interventi strutturali. Io voglio occuparmi di questi, non di pagliacciate. Se vi piace quel che dice Conte votate il Campo largo, perché il candidato premier sarà lui». Anche con la legge elettorale in via di approvazione delle Camere, dunque, Calenda resta convinto del suo progetto di andare da solo con Azione al centro, fuori da entrambi gli schieramenti. «Sempre più convinto», conferma Calenda. Perché «questo bipolarismo diventato bipopulismo è il nemico dello sviluppo di questo Paese».

Sicurezza e Green Deal, i tabù da rompere a sinistra

Nei 45 minuti serrati di intervista, Calenda parla di tutto: politica e economia, energia e difesa. Riservando le stoccate più dolorose al centrosinistra, reo a suo dire di non capire le vere urgenze per il Paese. Per i cittadini, ricorda il leader di Azione evocando pure quanto accade in Germania, «il problema numero 1 è la sicurezza», perché «al migrante che delinque viene dato un foglio di via e poi torna a delinquere dopo 7 o 10 giorni». La soluzione? La seguente, per Calenda: «Aprire un Cpr in ogni regione dove per legislazione europea può stare fino a 18 mesi e chiedergli: “Vuoi stare qui ed essere espulso coattamente o te ne vai?” Se no la sensazione di insicurezza non la levi. I dati ci dicono che la sicurezza in assoluto non è affatto peggiorata. Ma il problema sono i piccoli reati, il vandalismo, la sensazione che nessuno controlla». Altro tabù da sfatare a sinistra: il Green Deal Ue. «Una cosa demenziale», lo demolisce Calenda, «fatta per andare indietro a Greta Thunberg: oltre a pagare gas l’ira di Dio devo pure pagare i diritti di emissione al doppio del costo di mercato?».

L’Europa che muore senza industria

Quello della deindustrializzazione non solo dell’Italia ma dell’Europa intera è un chiodo fisso per Calenda, perché senza più industria, rimarca, «diventeremo colonie». Della Cina, s’intende. Che viaggia col motore truccato. «L’80% delle aziende cinesi opera in perdita. Fanno dumping grazie ai sussidi statali. Con colpevole ritardo gli abbiamo messo i dazi sull’auto elettrica, e ora il problema sono le ibride e quelle a combustione interna». Questa è la vera urgenza per l’Italia e l’Europa, per l’ex ministro dello Sviluppo: se andiamo avanti così, «finiremo come un Paese di proprietari di bed & breakfast e camerieri di bar e ristoranti. Ma senza industria manifatturiera un Paese non sta in piedi. Se lo scolpisca in testa la destra tanto quanto la sinistra». Bene ha fatto se non altro Elly Schlein, annota Calenda, a provare a lanciare una proposta di discussione nel merito a Giorgia Meloni su come tagliare i costi dell’energia per i cittadini. Questo sarebbe il metodo. «Peccato che 5 minuti dopo saltino su Bonelli e Conte a dire che non deve osarsi dialogare col governo»: ecco perché in Italia non si risolvono i nodi strutturali.

Gli attacchi a Conte e ai giovani Pd

È a loro, gli irresponsabili nel Campo largo, che Calenda riserva gli attacchi più feroci. «Conte è stato il premier che ha più sfasciato i conti del Paese. Per fare cosa? Un superbonus costato 170 miliardi con cui si sono rifatti le ville di Capalbio da zero a spese vostre mentre un infermiere prende 1.400 euro al mese: la cosa più immorale e di destra degli ultimi decenni. E per fare un reddito di cittadinanza costato 30 miliardi mentre gli operai che lavorano tutto il giorno guadagnano 500 euro al mese. Questo, credere che i problemi si risolvano coi bonus, ha distrutto la sinistra italiana. Combatto e continuerò a combattere i 5 Stelle perché li ritengo pericolosi. M se invece vi piacciono votate il Campo largo perché il candidato premier sarà Conte». Quanto alle giovani leve del Pd tipo Virginia Libero che invita «alla diserzione», Calenda è altrettanto sconcertato. «E questi sono quelli che urlano tutte le sere “Ora e sempre resistenza”? Cosa pensano facessero i partigiani, imbracciare le armi o disertare? Ma non conoscono la Costituzione e il sacro dovere di difendere il Paese? Quello che dobbiamo a dire all’opposto è chapeau agli ucraini, che tengono botta all’aggressione di Putin anche per l’Europa».

Il piano di Calenda per «spaccare» il bipolarismo

Che fare, dunque? Calenda dice più volte di avere un filo diretto con Giorgia Meloni sui nodi concreti del Paese da affrontare. Ma conferma di voler andare al voto con Azione con una proposta alternativa a quella dei due schieramenti principali.«La scommessa per me è mettere 10 punti sul tavolo: uno dirimente sarà che o noi crediamo nell’Europa e costruiamo quella di domani o diventiamo colonie. Se no i nostri figli non avranno neppure più la Germania e l’Olanda in cui andare. Se noi siamo forti e nessuna delle coalizioni arriva al 42%, metteremo quei 10 punti sul tavolo, scommettendo che qualcuno li faccia. Destra o sinistra? Non me ne frega nulla, per me conta che si comprenda che o finiamo la costruzione europea o finiamo sgretolati. Il resto è fuffa».

In copertina: Carlo Calenda sul palco del Festival di Open – Parma, 18 settembre 2026

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