Da Bruxelles a Palazzo Marino: la scommessa milanese della Lega è Silvia Sardone

Dopo mesi di preparazione, la Lega ha scelto. Silvia Sardone sarà la candidata del partito alla carica di sindaco di Milano. L’annuncio ufficiale è previsto per domenica 20 settembre, quando il Carroccio si ritroverà a Pontida per il tradizionale raduno e presenterà la candidatura dell’eurodeputata, consigliera comunale e vicesegretaria federale del partito. Per ora si tratta di una proposta che la Lega porterà al tavolo degli alleati di centrodestra, non ancora di una candidatura unitaria della coalizione.
Chi è Silvia Sardone
Classe 1983, milanese di nascita, Sardone si è laureata in Giurisprudenza alla Bocconi e ha conseguito un dottorato in relazioni di lavoro. Ha da sempre avuto a cuore la politica italiana e per questo entra inizialmente in Forza Italia, prima all’interno dei consigli di zona e poi a Palazzo Marino. La sua militanza nel centrodestra cittadino continua poi con lo spostamento alla Lega nel 2018, la sua nomina a eurodeputata nel 2019 e la sua rielezione nel 2024. In quell’occasione è stata riconfermata con 75 mila preferenze nella circoscrizione Nord-Ovest, battuta solo da Roberto Vannacci. Dallo scorso anno è anche una dei vicesegretari federali della Lega.
A Bruxelles per la Lega
La sua presenza ha dato alla Lega un volto capace di incarnare con forza l’identità del partito. Tra i banchi di Bruxelles ha ripetuto più volte la propria opposizione all’immigrazione irregolare, all’islamismo in Europa e al Green Deal. Per quest’ultimo, Sardone ha avanzato anche la proposta di «eliminazione totale». Poi ha fatto sentire la sua voce sulla proposta di allargare l’Unione Europea, sottolineando che per la Turchia il processo di adesione debba essere chiuso in via definitiva.
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Perché viene candidata
Dall’Europa, però, Sardone ha seguito anche il territorio milanese da cui era partita, costruendo la propria proposta politica su quattro temi. Sicurezza, periferie, degrado e immigrazione. La sua candidatura viene da una convinzione interna al partito, secondo cui potrebbe essere la scelta ideale, ma è dovuta anche a mesi di preparazione. Sardone, infatti, è stato infatti il nome più votato dai gazebi leghisti in 35 postazioni cittadine, che avevano raccolto circa 10 mila partecipanti. Aveva ottenuto il primo posto insieme a Matteo Salvini, che però aveva subito fatto un passo indietro dicendo «faccio il ministro» e sostenendo la candidatura di Sardone. Una versione non ufficiale che, da quanto emerge da via Bellerio, potrebbe essere stata leggermente cambiata in pubblico: l’eurodeputata sarebbe stata la sola vincitrice.
Per il segretario Piscina «una milanese autentica»
«L’obiettivo comune è vincere e restituire alla città una guida all’altezza della sua storia. – ha affermato il segretario provinciale Samuele Piscina – Per questo motivo, la Lega proporrà con forza e convinzione al tavolo degli alleati il nome di Silvia Sardone». Piscina ha poi ribadito che nei gazebi degli scorsi mesi, i cittadini avevano riconosciuto in lei «la figura più rappresentativa e vicina alle loro esigenze» ed «è una milanese autentica, una donna instancabile che ha sempre vissuto e difeso la città strada per strada, periferia per periferia».
Con Sardone la speranza del partito
A Pontida Sardone interverrà parlando ai suoi elettori e trasformando la giornata nell’investitura politica del partito. Una speranza che rianima il Carroccio dopo un’amara constatazione: la candidatura a sindaco di Roma andrà a Fratelli d’Italia, mentre quella di Napoli a Forza Italia. Per la Lega, quindi, non resta che puntare su Milano.

