Trump contro tutti, la Lega ripensa la piazza di sabato. Silvia Sardone a Open: «Ue folle sul Patto di Stabilità, sì alla remigrazione»

Prima la sberla elettorale in Ungheria a Viktor Orbàn, poi gli attacchi scomposti di Donald Trump a Papa Leone XIV sul dilemma guerra/pace, infine l’«agguato» a mezzo stampa del presidente Usa a Giorgia Meloni e all’Italia stessa. Nel giro di 48 ore il castello di riferimenti dei sovranisti italiani è venuto giù un mattone dopo l’altro, lasciando se non le macerie un paesaggio tutto da ricostruire. Giorgia Meloni a parte, chi non ha tempo da perdere è la Lega, attesa sabato pomeriggio da una manifestazione di piazza convocata da tempo. E che ora si fa banco di prova del nuovo corso «post-trumpiano». L’appuntamento è per sabato 18 aprile alle 15 in piazza Duomo a Milano, e di certo – per ora – ci sono il motto della manifestazione e l’ospite d’onore. Si scenderà in piazza sotto allo slogan «Senza paura. In Europa padroni a casa nostra!». Riferimento solo indiretto, almeno ufficialmente, al tema politicamente incendiario della “remigrazione”. L’ospite più atteso a Milano sarà il leader del Rassemblement National e candidato in pectore per l’Eliseo Jordan Bardella, che ha già dato appuntamento via video (in italiano) ai sostenitori. Svanito il fattore Orbán (difficile si presenti), in piazza Duomo potrebbe esserci invece anche il leader dei nazionalisti spagnoli di Vox Santiago Abascal. Altri si uniranno, chi in presenza e chi da remoto, fanno sapere dal Carroccio, dove si sta ancora limando la lista degli ospiti stranieri. Sarà il raduno che sancisce la separazione dei destini tra i sovranisti europei e gli Usa di Donald Trump?
La Lega e Trump fuori controllo
Sul rinnegamento del leader Usa dell’asse con l’Italia di Meloni per ora in casa Lega le bocche restano cucite. Ma la rottura era già nell’aria dopo lo scontro frontale con Papa Leone. «Trump fa gli interessi dell’America, il problema è l’Europa che risulta inesistente negli scacchieri internazionali», scarta a Open l’eurodeputata e vicesegretaria della Lega Silvia Sardone. E comunque, aggiunge, «noi siamo per la fine di tutti i conflitti, mentre altri continuano a parlare di mandare soldati in giro per il mondo». Meno “comprensivo” dal Carroccio il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, secondo cui ormai Trump «pensa di potersela prendere con chiunque. Visto che sto rientrando dal Vinitaly, direi che più che un buon vino gli servirebbe una camomilla». Ma la verità è che – come da indicazioni del segretario Matteo Salvini nelle riunioni a porte chiuse degli ultimi giorni – la linea della Lega ora sembra essere quella di stare il più alla larga possibile dalla politica internazionale. E concentrarsi sui temi identitari più interni. Che poi ognuno declina a modo suo.
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La crisi energetica e la sospensione del Patto di Stabilità
Ufficialmente il Carroccio sembra voler battere il tasto soprattutto sui temi economici, date le preoccupazioni diffuse tra i cittadini sull’impatto della guerra nel Golfo e della chiusura dello Stretto di Hormuz. Con il governo senza risposte a portata di mano al di là della sterilizzazione dell’impatto sui prezzi della benzina, la sfida rinnovata è tutta all’Ue: «Va sospeso subito il Patto di Stabilità», è il coro a una sola voce degli uomini della Lega. La pensa così anche il segretario della Lega Lombarda e capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo che a Open spiega: «La manifestazione della Lega non è mai stata per la remigrazione, sono i giornali ad averla battezzata così. Noi siamo per la sospensione del Patto di stabilità che ci consenta di aiutare le imprese, per la sospensione delle follie verdi e per un’Europa più protagonista. Su Trump abbiamo sempre detto che ha scelto questa guerra senza consultarci e non possiamo accettare che attacchi il Vaticano, su questo non abbiamo mai cambiato posizione».
La Commissione per la verità ha già risposto a chiare lettere, escludendo categoricamente quest’opzione: «Non ci sono le condizioni di emergenza» necessarie a una mossa del genere, ha spiegato ancora ieri Ursula von der Leyen. E oggi pure il Fondo monetario internazionale invita a non compiere errori allontanandosi dagli impegni di contenimento dei deficit. Benzina, questa volta tutta politica, per la propaganda della Lega: «La Commissione dice che non si può sospendere il patto finché non c’è una recessione, mi sembra folle! La recessione va prevenuta, non curata», commenta ancora a Open Sardone. Che sabato porterà però in piazza pure un altro tema che le sta troppo a cuore – ammette – per lasciarlo da parte, piaccia o meno ai vertici del partito.
@AlbertoBagnai Semina Prepariamoci per la manifestazione a Milano sabato 18 – Il patto di stabilità non funziona – volete il Pd avrete il PD pic.twitter.com/mK0nEQdw8z
— L'Insorto (@LInsorto) April 14, 2026
La sfida sulla remigrazione e le contro-manifestazioni
«Basta sostituzione, ora remigrazione», si legge a caratteri cubitali nella locandina che l’eurodeputata e consigliera comunale a Milano si è auto-prodotta a complemento di quella ufficiale della manifestazione di sabato. «Certo, per noi la remigrazione non è un termine da non utilizzare. Non vuol dire rimandare a casa gli immigrati per bene che rispettano le regole, ma quelli irregolari che hanno deciso di non integrarsi e delinquere. In quest’ottica – sostiene Sardone – i primi a volerla sono gli immigrati per bene che in questi anni si sono integrati. Se poi qualcuno nella sinistra italiana è contro i rimpatri, non mi stupisce ma non ha capito nulla, viste le scelte che governi di sinistra dal Regno Unito alla Danimarca stanno compiendo sulla lotta all’immigrazione clandestina».
E in effetti proprio sul nodo della “remigrazione” l’atmosfera si annuncia caldissima sabato in piazza a Milano, se è vero che associazioni e partiti di sinistra hanno già convocatodue contro-manifestazioni, che le autorità hanno previsto di tenere a distanza di sicurezza: una in Piazza Lima dalle 14 (“Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano”), l’altra in Piazza Tricolore dal titolo “Antifa. Liberiamo Milano. Senza paura, contro fascismo, razzismo e sessismo”. Tensioni o scontri in vista? «Questura e Prefettura garantiranno la protezione del caso, e comunque la nostra sarà una manifestazione di persone per bene, con famiglie, ragazzi, agricoltori coi trattori. Noi di certo saremo la parte buona della piazza», assicura Sardone.
