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Fabrizio Corona lancia il suo movimento politico, ma non può essere eletto. Ecco perché

15 Settembre 2026 - 06:16 Francesca Milano
Fabrizio Corona lancia il suo Movimento "Per la Verità"
Fabrizio Corona lancia il suo Movimento "Per la Verità"
Una condanna del 2023 ha portato con sé l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'ex paparazzo. Che però presenta in un video il suo programma su tasse, sanità, immigrazione e legalizzazioni
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Fabrizio Corona scende in politica? Non esattamente. Perché, nonostante nel suo ultimo video pubblicato su YouTube lunedì in tarda serata, abbia presentato il suo Movimento Per La Verità, con tanto di simbolo, l’ex agente fotografico non può essere eletto. Può fondare un partito, guidarlo, persino fare campagna elettorale. Ma non può presentarsi personalmente alle elezioni perché una delle pene accessorie derivanti da una sua condanna definitiva è l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La condanna per il caso Trezeguet

La condanna in questione è relativa al procedimento per estorsione ai danni dell’ex calciatore della Juventus David Trezeguet. Nel gennaio del 2013 la Cassazione aveva reso definitiva la condanna di Corona a cinque anni di reclusione, mille euro di multa e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali. Secondo la ricostruzione giudiziaria, Corona aveva chiesto 25mila euro al calciatore per non pubblicare alcune fotografie che lo ritraevano in compagnia di una donna.

Secondo l’articolo 28 del Codice penale l’interdizione perpetua dai pubblici uffici priva il condannato, tra le altre cose, «del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale». In sostanza, finché la pena accessoria resta efficace, Corona non può candidarsi.

Il programma politico di Corona

Eppure, nonostante questa interdizione, quello lanciato da Fabrizio Corona nel video ha tutta l’aria di essere un programma politico, o almeno di assomigliargli. Nel filmato definisce il suo un movimento «liberale e antisistema», si presenta come «il nuovo Berlusconi» e attacca il governo di Giorgia Meloni e i partiti tradizionali. Nel suo programma ci sono, tra le altre cose, la legalizzazione delle droghe e della prostituzione, interventi su immigrazione, sanità e tasse e una stretta sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per sostituire i lavoratori.

Il precedente della candidatura a Catania

Non è la prima volta che Corona si scontra con l’ostacolo dell’interdizione dai pubblici uffici: nel 2023 aveva annunciato l’intenzione di candidarsi al Consiglio comunale di Catania nella lista del Movimento popolare catanese a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Lipera. Ma la candidatura non arrivò sulla scheda elettorale proprio a causa della condanna. «Purtroppo non ci siamo resi conto che era ancora in piedi la limitazione della pena accessoria», spiegò allora lo stesso Corona.

Il fatto che Corona abbia successivamente finito di scontare le sue pene detentive non comporta automaticamente la cancellazione dell’interdizione: si tratta infatti di una pena accessoria distinta dalla reclusione. E, stando a quello che si sa, non risultano pubblicamente provvedimenti successivi che abbiano fatto venir meno l’interdizione perpetua.

Può comunque guidare il movimento

Non poter essere eletto non significa però che Corona non possa guidare il movimento “Per la Verità”: può metterci la faccia, scriverne il programma, sostenerne le battaglie e cercare alleati ed elettori. Ed è quello che farà, almeno stando a quando dice nel video. «Vediamo i sondaggi tra uno o due giorni a quanto mi danno – dice – perché se mi danno oltre il tre sono caxxi amari per tutti».

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